Sono mancati quest’anno due sacerdoti SAVERIANI che hanno fatto parte di quella “primavera missionaria” sbocciata negli anni 60 e 70 quando le vocazioni arrivavano a grappoli e non c’era anno in cui non ci fossero delle ordinazioni.



Padre BRUNO CALDERARO (1937-2017)

Quando lo vedevo sulle impalcature, a oltre 10 metri di altezza, per costruire la chiesa di San Francesco Saverio a Koptehou-Bafoussam (Camerun), mi chiedevo se non avesse paura. Era così concentrato nel seguire i lavori e nel dare consigli agli operai che sembrava non pensarci.

Le testimonianze della gente della parrocchia di San Donato a Cittadella (Pd) e dell’ultima parrocchia in cui ha lavorato a Douala (Camerun) ci restituiscono alcuni aspetti della sua vita. “Aveva lavorato nella nostra casa di Zelarino, poi in Messico e infine dal 1984 in Camerun. Oltre a costruire chiese e a incoraggiare i cristiani nel’impegno in parrocchia, si era dedicato anche ai malati terminali. Nei suoi ritorni in Italia aiutava in parrocchia e cercava di entusiasmare la gente a ‘prendere il mal d’Africa’, a sentirsi vicini a questi fratelli e sorelle lontani. Il suo vivere la missione tra gli ultimi è stata una ricchezza per chi la vive e per chi la riceve.
Ricordiamo quando spiegava in modo concreto la Parola di Dio, per renderla viva nella nostra vita. È infine il suo essere disponibile alla gente che aveva bisogno di un sorriso e di tenerezza”.
Anche gli amici dell’Africa parlano del suo amore paterno che lo spingeva a tessere una relazione filiale con i cristiani. Le saveriane e i confratelli volentieri mettono in evidenza il suo saper conciliare il lavoro e la preghiera con una testimonianza di vita sobria e coerente.
Voglio condividere con voi il giorno dell’inaugurazione della chiesa di Koptehou. Padre Bruno disse che erano successi diversi miracoli, segni della presenza di Dio durante i lavori.
La gente delle varie comunità di base aveva collaborato con gioia. E quel giorno la dimostrarono. Lui se ne stava in disparte. E di sicuro avrà sorriso, perché “anche questa era fatta” con l’aiuto di tutti.
Un anno fa, in occasione del rientro in Italia, aveva scritto: “Mi fa molto piacere tornare a Zelarino dove ho passato alcuni anni di formazione. Ho imparato nella vita che ogni uomo è una fiammella di Dio, una bellezza dell’amore di Dio. Non c’è invidia. Ho capito che Dio mi ha messo in circostanze speciali della missione, far nascere nuove parrocchie. Ne sono nate una decina sotto i miei occhi. Questa gente ha bisogno di essere accompagnata, aiutata, incoraggiata, sentirsi amata. Ringraziamo Dio che è amore e la Misericordia, perché vuole la salvezza di tutti i popoli”.

Padre Oliviero Ferro


Padre LUIGI MENEGAZZO ( 1952 – 2016 )

Padre Luigi è stato provato, è stato saggiato come oro nel crogiuolo, è stato trovato degno di Dio. Era una persona speciale ! Bastava addentrarsi un po’ di più nel suo “spazio vitale” per coglierne l’intensità, l’onestà, la passione che bruciava dentro per ogni confratello, la missione e la congregazione ! Era una persona abbastanza schiva e riservata, quasi timida, ma coltivata, elegante, intellettualmente brillante e spiritualmente profonda. Una personalità forgiata sulla base di un’umanità ricca, dotata e rafforzata dall’intervento del Signore attraverso la sua Parola. Quasi per caso mi sono trovato in mano una descrizione della sua “vita spirituale”.
“Al momento dell’elezione a superiore generale avevo dentro di me una grande ansia e la tentazione del rifiuto era grandissima. Però, allo stesso tempo, non ho voluto mettermi contro la volontà di Dio, che in quel momento si manifestava come esattamente contraria alla mia volontà. Ora devo prendere con decisione questo impegno e cercare di fare del mio meglio perché il Signore non si lamenti di me.
Più che mai sento la necessità di pregare molto, in modo semplice e costante: la messa al centro di tutto, la confessione, il breviario e il rosario quotidiano, la meditazione, la conoscenza del magistero della Chiesa. Ho l’esempio vivo di mia mamma che pregava sempre il rosario (3 volte al giorno), che aveva il suo libretto di preghiere tutto sdrucito, e in questo modo ha portato con nobiltà la sua croce. Mi diceva sempre: Sia fatta la sua Volontà. Proprio così”.
È stato bello vedere la sua gioia quando siamo andati a visitare gli ultimi nella baraccopoli di Bangkok o quando siamo andati nei villaggi del Nord. “Questa è la nostra missione”, mi ha detto un giorno. Come missionari, non possiamo rifiutarci di metterci in gioco in questi luoghi, in questi spazi che ci vengono offerti per l’annuncio della Buona Novella.
Grazie padre Menegazzo, per la vua vicinanza, per il tuo aiuto, per il tuo sostegno, per la tua capacità di essere chiaro, schietto, fermo e allo stesso tempo comprensivo e aperto.
Grazie per averci accompagnato fin dagli inizi, per esserti preoccupato affinchè lo spirito missionario non venisse meno, per non esserti risparmiato durante le tue visite, ma anche nei tuoi consigli da Roma.
A padre Luigi, va il nostro grazie sincero e fraterno per essere stato davvero, per tutti noi, un fratello, amico e Padre ! Buon viaggio. Insieme a San Guido Conforti, continua ad accompagnarci!

Padre Mario Mula


"niente paura"


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