La stimolante esperienza del racconto di chi vi partecipa da trent'anni

L’essere umano è un camminatore. A piedi ha popolato tutto il mondo. Camminare fa bene al corpo, alla mente, all’anima. Camminare insieme diventa manifestazione di pensiero, di preghiera, come tutte le processioni religiose da piazza San Pietro agli ultimi borghi delle isole, dei monti o in campagna, di lotta come le manifestazioni sindacali

o sociali, di sopravvivenza come l’attuale marcia degli Honduregni verso il Messico e gli USA.
Partecipare alla Marcia della Pace Perugia Assisi è un esercizio di democrazia, di solidarietà, di visione profetica per una sempre nuova società giusta, umana, pacifica.
È un appuntamento a cui centinaia di migliaia di persone dal 1961, prima edizione con “quattro gatti guidati da Aldo Capitini”, non mancano mai.
Anche quest’anno ci siamo ritrovati, domenica 7 ottobre, in tanti, di ogni regione italiana, di molti stati europei e del mondo, sorridenti e felici d’incontrarci, scambiare qualche parola, cantare e danzare, coloratissimi di vesti, bandiere e fisonomie.
Tantissimi giovani, intere scolaresche, sindaci dei consigli comunali dei ragazzi, scout, associazioni religiose e culturali.
Molte presenze istituzionali con gonfaloni regionali, provinciali e comunali, tanti anche dal Veneto.
Forte la componente di immigrati inseriti che giustamente ponevano la questione razziale al centro dei loro striscioni.
Il razzismo, il nazionalismo o sovranismo, hanno generato due guerre mondiali.
Sembra ormai che siamo rimasti in pochi a ricordarcelo ed allora ben venga questa manifestazione che accomuna tutti quelli che amano vivere in pace.
Da Cittadella siamo partiti con due pullman, organizzati da due meritevoli associazioni “Una Proposta diversa” e “Incontro fra i Popoli”, ovvero un centinaio di persone, alle 5 e trenta per arrivare verso le 10,30 a Ospitalicchio, comune sulla strada tra Perugia e Assisi, dove siamo scesi e prontamente aggregati alla lunga fila dei partecipanti.
Una bella giornata. Luminosa con qualche nube che poeticamente svolazzava dipingendo il cielo. In lontananza già si scorgeva la turrita Assisi. Verso mezzogiorno quelli partiti alle nove da Perugia cominciavano a fermarsi per consumare un panino, una bibita, ai lati della strada.
All’una siamo arrivati a Santa Maria degli Angeli e ci siamo fermati in un bar che ci ha permesso di mangiare i nostri panini in cambio di consumare birra e caffè.
Quando siamo ripartiti una nube dispettosa ha cercato di bagnarci ma noi siamo prontamente entrati nella Basilica di S. Maria degli Angeli e abbiamo potuto ammirare, qualcuno per la prima volta, la meravigliosa chiesetta della Porziuncola, luogo sacro dove amava pregare San Francesco.
Giusto il tempo della visita e la nube dispettosa aveva già smesso il suo broncio.
La fila dei partecipanti non aveva mai smesso di marciare.
Siamo arrivati alla basilica inferiore di S. Francesco con la piazza ornata dai portici di rifugio per i pellegrini. Quindi abbiamo attraversato Assisi fino alla chiesa di S. Chiara e San Ruffino.
La discesa l’abbiamo fatta tra gli ulivi delle pendici e i pioppi cipressini.
Concludo con una riflessione di mio nipote Valerio, tredicenne esordiente alla marcia: “Io non sapevo che una marcia potesse avere tutto questo valore di pace – non l’avevo mai fatto – vedere gli altri e con gli altri mi ha fatto sentire libero”.

Gianni Marchiorello


 

nel segno di tanti anniversari

La marcia biennale Perugia-Assisi ( di 24 Km. ) è stata realizzata per la prima volta nel 1961 da Aldo Capitini, fautore del movimento non violento e del vegetarianesimo nel rispetto della vita di ogni essere del Creato. Quest’anno la Marcia assume un significato particolare, venendo a cadere in importanti anniversari.
Ne ricordiamo alcuni:
- 100 anni dalla fine della prima Guerra Mondiale (4 novembre1918)
- 70 anni dalla entrata in vigore della Costituzione italiana (1gennaio 1948)
- 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (10 dicembre 1948)
- 70 anni dall’uccisione di Mahatma Gandhi (30 gennaio 1948)
- 50 anni dalla morte di Aldo Capitini (19 ottobre 1968)


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


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