“Il telefono non riesce a rendere la bellezza di un tramonto”. Così diceva don Roberto a una persona che tentava di immortalarne uno dai colori meravigliosi.

Meno male, ho pensato. Ci sono alcune cose della cui bellezza solo i nostri occhi riescono a godere: perché la bellezza è fatta di chiaroscuri, contrasti, accostamenti, sfumature.

C’è molta bellezza attorno a noi. E mi spiace non essere in grado di trasmetterla pienamente a tutti voi attraverso queste semplici parole.

Solitamente quando un parroco entra in una parrocchia i volti che conosce sono quelli delle comunità dove è stato e quelli che non conosce sono quelli della nuova Parrocchia.
Oggi faccio un po’ di confusione perché molti volti di Cittadella già li conosco in quanto più o meno sedici anni fa celebravo per la prima volta l’eucaristia qui a Cittadella.
Ricordo benissimo che quel giorno in questo Duomo enorme mi sono sentito particolarmente piccolo, particolarmente giovane e avevo le gambe che mi tremavano.
Oggi mi sento ancor più piccolo, paradossalmente ancor più giovane per questo servizio; e mi tremano le gambe più di sedici anni fa; se non altro perché sono un po’ più consapevole del servizio che mi viene chiesto.

Ciao a tutti!!! Sono don Roberto Frigo, ho 27 anni e sono originario della parrocchia di Ospedaletto Euganeo, nella Bassa Padovana (vicino ad Este). Sono stato ordinato sacerdote nel giugno del 2015 e ho fatto i primi due anni da vicario parrocchiale nella comunità di Mestrino.
Nel bel mezzo dell’estate, tra le tante attività estive che riempiono l’agenda di un cappellano che vive con i giovani, mi è arrivata la nomina al Duomo di Cittadella, per seguire in modo particolare il Patronato Pio X con tutte le varie attività.

Sabato 7 ottobre.
Ho deposto le chiavi della canonica della Natività di Padova e non ho ancora tra le mani quelle di Cittadella. Mi ritrovo “senza casa” ed è difficile esprimere le sensazioni che provo.
Le lacrime scendono dagli occhi: sono lacrime di smarrimento ma anche di gratitudine e di guarigione.
Dopo alcuni momenti di disorientamento, riscopro nel mio cuore la pace e l’entusiasmo dei primi anni di prete, insieme al desiderio di continuare a essere alla sequela di quel Dio che si è fatto pellegrino sulle strade degli uomini senza avere un luogo dove posare il capo, senza una casa e un letto.

Domenica 1° ottobre compirò il 22mo compleanno come parroco; resterò un altro mese, circa, e poi sarò completamente dedito
1) alla formazione dei diaconi “permanenti” (uomini, per lo più sposati, che ricevono il primo grado del sacramento dell’Ordine [gli altri due sono il sacerdozio e l’episcopato]) e a quella di coloro che si preparano a diventarlo;
2) alla Chiesa del Carmine come centro di spiritualità per il territorio dell’alta padovana;
3) a dare una mano in parrocchia in completa sintonia con il nuovo parroco don Luca Moretti.
Sono contento delle proposte che il Vescovo mi ha fatto e che ho accolto con immediata e completa disponibilità


"niente paura"


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