19 APRILE 2015  - INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO DOMENICALE

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(I Lettura)Pietro – come ci raccontano gli Atti degli Apostoli – ha appena compiuto un miracolo: ha guarito quello storpio fin dalla nascita, il quale ogni giorno veniva portato presso la porta del tempio detta Bella per chiedere l’elemosina. Gli ha detto: "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina" (At.3,6). Gesù è il Vivente e continua la sua missione di salvezza attraverso la missione della Chiesa. La missione della Chiesa ha la sua sorgente nel Cristo Risorto (avete ucciso l’autore della vita, ma Dio lo ha risuscitato dai morti) e nella Bibbia (Dio ha adempiuto ciò che aveva annunziato per bocca di tutti i profeti). Questa missione ha come contenuto la predicazione per il perdono dei peccati (pentitevi e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati) ed ha come orizzonte l’umanità intera (nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati). "Pentitevi e cambiate vita": è l’opzione fondamentale e decisiva per il Regno, primariamente rivolta ai Giudei, ma che ha come destinatari gli uomini del mondo intero e di tutti i tempi, qualunque sia lacultura e la lingua a cui appartengono. Il messaggio di speranza giunge oggi alle nostre comunità e a ciascuno di noi. La guarigione dal peccato passa attraverso due tappe: la prima è la presa di coscienza del male commesso e il pentimento sincero della colpa; la seconda è il cambiamento effettivo della nostra condotta.

(II Lettura)In questo brano della prima lettera di Giovanni si sottolinea un duplice movimento. Il primo movimento è quello di Dio, che si mette in cammino verso il peccatore attraverso il Figlio, Gesù Cristo giusto, il quale è il nostro avvocato presso il Padre: in greco avvocato è "paràclito", cioè colui che difende e intercede per l’uomo. Nel discorso dopo l’ultima cena Gesù confida ai discepoli: "Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito, perché rimanga con voi per sempre" (Gv.14,15). E sarà proprio l’altro Paràclito, cioè lo Spirito Santo, che ci aiuterà a rispondere al dono del primo Paràclito che è Gesù Cristo giusto, perché ci ricorderà tutto quello che Gesù ci ha detto (Gv.14,26) e ci guiderà alla verità tutta intera (Gv.15,13). Occorre evitare il rischio dell’assurdo ottimismo di chi crede che basti la illuminazione della sapienza spirituale ("Lo conosco"). Il nostro "conoscere" Gesù non sarà un’operazione semplicemente intellettuale, ma sarà un aderire con amore alla sua Persona osservando la sua Parola, come con tanta chiarezza Gesù dice ai suoi discepoli "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti" (Gv.14,15), "chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama" (Gv.14,21), "se uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv.14,23).
(Vangelo)L’ultima pagina del Vangelo di Luca ci presenta l’apparizione di Gesù Risorto agli Undici e agli altri che erano con loro (Lc.24,33), raccontandoci il mistero pasquale nella sua essenzialità, come avviene ogni Domenica: ogni Messa è Pasqua! La scena si apre con l’iniziativa di Cristo: "Pace a voi!". E’ quanto avviene ogni Domenica allorché la comunità cristiana si raccoglie per l’Eucaristia, dove "è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua e pane vivo che, mediante la sua Carne vivificata e vivificante nello Spirito Santo, dà vita agli uomini, i quali sono in tal modo invitati e indotti a offrire se stessi insieme a Lui" (Concilio Vaticano II, Decreto Presbyterorum ordinis, sul ministero e la vita sacerdotale, n.5).

(testo di A. G.) visita il sitowww.parrocchiarossano.it

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