Avvento: tempo della vigilanza e della speranza Perché Gesù trovi posto... Troviamo il tempo per un po' di preghiera serale, spegnendo la televisione per qualche minuto, con la famiglia unita intorno alla tavola sparecchiata e, magari, con un lumino acceso. I ragazzi, in questo tempo, potrebbero essere i " promotori " di questa piccola iniziativa, accendendo il " lumino della preghiera d'Avvento"

Se al mondo non ci fossero i tredicenni, avremmo una terra senza sprint, senza sorprese, senza allegria... Eppure, in questa " età cerniera " della vita, i ragazzi si sentono schiacciati tra il bambino di ieri e il giovane uomo di domani. Ecco: la Cresima è una spinta verso la maturità. Dire " Cresima " e dire " crescita " è la stessa cosa. E questi ragazzi sono esperti di crescita: ogni cosa diventa   " corta " in fretta, niente addosso va più bene.

Sono diventato prete nel 1966, quando il Concilio Vaticano II aveva appena tracciato un nuovo profilo della Chiesa quale " Popolo di Dio ", invitando tutti a passare da una visione gerarchica e piramidale a una visione comunionale.

Questo passaggio non è stato (e non è) facile, né per i laici né per il prete. Ma è ciò che lo Spirito chiede oggi alla Chiesa.

Ci ho pensato molto in settimana, ricordando il giorno della mia ordinazione e della prima messa nella mia parrocchia.

Da più di 80 anni anche le nostre campane fanno il loro dovere. Fin dal medioevo, in Europa, esse hanno offerto agli uomini, devoti o pubblici peccatori, la misurazione del tempo. Con l’arrivo della meccanica, esse hanno preso a scandire le ore. Per i cristiani, le campane offrono da sempre l’invito a fare festa nel giorno del Signore, danno il segnale di chiamata alla santa messa, sono squillanti messaggere, fino agli estremi confini del territorio della comunità, di una nuova nascita, di nozze liete e benedette da Dio, della partenza di qualcuno per l'aldilà.

Don Felice, da buon parroco di montagna, aveva sempre una buona parola per tutti. Le porte della chiesa erano sempre aperte. A chi gli faceva notare che i ladri avrebbero potuto rubare l'antico crocifisso in legno rispondeva: "Niente paura è il padrone di casa che mi ha detto di fare così".
Un giorno si avvicinò ad un tale che contemplava da alcuni minuti quel crocifisso estasiato.

"Bello vero?", disse. "E pensi che l'originale è ancora più bello!".
"Ah, è una copia messa qui per paura dei ladri?", domandò il visitatore.
"No, parlavo dell'originale vero... di Gesù!".
"Ah, ho capito... ".

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