L’espressione ti fa ridere? Ma l’immagine rende bene l’idea. La bicicletta rappresenta quasi un paradosso: se è ferma, cade a terra; se è in movimento, è in perfetto equilibrio, funziona e… ti serve. Ho ricavato l’immagine da una preghiera di Madeleine Delbrèl, straordinaria figura di testimone cristiana della Parigi del secolo scorso. “Tu, o Signore, ci hai scelti per essere in un equilibrio strano: un equilibrio che non può stabilirsi se non in movimento, se non in uno slancio. Proprio come una bicicletta, abbandonata contro un muro finché qualcuno non la inforca e la fa girare: solo allora sta su da sola e ti porta per la strada”. Chi “crede di credere” e trascura la preghiera, l’Eucaristia, l’attenzione concreta a chi gli vive attorno, i sacramenti, la Parola e la catechesi… è una bicicletta appoggiata al muro. Può anche essere luccicante e guardata con invidia, ma assolutamente inutile. Chi sul piano della fede ”se la vede direttamente con Dio” non è un “cristiano”. Al massimo può essere un “buon uomo” seduto ai bordi della vita: fa il suo lavoro, non fa male a nessuno, lascia che il fiume degli eventi scorra, e intanto si lascia portare via anche la sua “missione” cristiana. Il cristiano, per stare in equilibrio, non può stare seduto. È drammatico quando questa inerzia diventa stile di vita di un giovane “ buono”, simile a una bicicletta appoggiata al muro, dove continua passare, “ senza cattiveria”, ore vuote. Come l’acqua ferma, s' intorbida e diventa palude. Così ogni esperienza umana: quando sbiadisce o perde entusiasmo rischia di estinguersi.
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