In settimana entriamo nell'Anno Paolino, indetto dal Papa per ricordare i 2000 anni dalla nascita del grande " apostolo ".
Tarso, sua città natale, e tutta la Turchia cristiana si stanno preparando a grandi avvenimenti; ma tutti i cristiani sono invitati a conoscere meglio la figura di questo grande testimone, i suoi scritti, il suo messaggio di fede e di speranza.
Paolo è chiamato " apostolo " anche se non era stato uno dei Dodici chiamati da Gesù sulle strade di Palestina per diventare le nuove fondamenta del nuovo popolo di Dio, la Chiesa. Egli ebbe una chiamata diversa: sulla strada di Damasco, dove stava andando per imprigionare i cristiani, fu conquistato da Cristo.
E divenne testimone di Gesù davanti ai potenti e ai religiosi del tempo, predicatore avvincente, camminatore e navigatore instancabile... La sua vita è stato unica nel suo genere; è una delle grandi figure del mondo: sette volte in catene, bandito da molte città dopo aver scaldato il cuore di tanti, lapidato e processato, araldo della fede in Oriente e in Occidente, fondatore di tante comunità cristiane. Tarso, Gerusalemme, Antiochia, Cipro, Atene, Corinto, Efeso, Creta, Roma...
Il mondo in cui Paolo è vissuto è scomparso da tempo, ma lo spirito con cui ha risolto tanti problemi è rimasto, segnando la nostra civiltà, per ribadire che tutto quanto è terreno e transitorio non è che il grande strumento di una scintilla divina, che Saulo di Tarso ha sentito un giorno sulla via di Damasco...
Ecco ora davanti a noi un anno per conoscere meglio la testimonianza e gli insegnamenti di Paolo. Alcune sue pagine sono fondamentali per noi cristiani, che non potremmo vivere senza l'inno alla carità (1Cor 13), senza gli inni cristologici delle lettere agli Efesini (1, 3-14), Colossesi (1, 13-20), Filippesi (2, 6-11) e senza il grandioso proclama nella lettera ai Romani: " Nulla potrà mai separarci dall'amore di Dio in Cristo Gesù nostro Signore " (8, 39).

"Per un pugno di dollari"


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