La Chiesa che io amo non è una chiesa ipotetica, astratta, ma è questa Chiesa cristiana, cattolica, apostolica, con questo Papa e con il mio Vescovo. La Chiesa piantata in questa parrocchia. Questa Chiesa soltanto è, in assoluto, la mia Maestra di vita, la mia Barca di salvezza, alla quale

mi ha affidato il suo fondatore, Gesù. Se l'abbandono, muoio. Questa Chiesa sono tenuto a, e voglio, difendere, dilatare, rendere credibile; anche se, in fondo, so bene che non sono io a salvarla, ma è Lei, pur così debole e a volte discutibile nell'operato dei suoi componenti, che salva me.

Quando ti devo incontrare, mia cara comunità cristiana, mi batte forte il cuore, mi metto il vestito della festa, sento Dio più vicino!

Sì. Perché se da una parte è molto importante, dall'altra può diventare molto bello guardarci negli occhi da fratelli, condividere i nostri ideali, ascoltare gli altrui desideri, e specialmente cercare di mettere il cuore nel cuore di ciascuno. Con un solo scopo e un solo desiderio: stemperare tensioni e pregiudizi ed esercitare l'ascolto e l'accoglienza. Come in ogni vera famiglia.

Don Silvano

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