Un tale si recò un giorno da un rabbino per chiedergli come liberarsi dalla tristezza e dalla noia. Il rabbino lo ascoltò, poi lo condusse davanti a uno specchio e gli chiese:

  • Che cosa vedi attraverso questo vetro?
  • Me stesso! - rispose l'uomo.

Lo condusse quindi alla finestra che dava sulla strada e chiese ancora:

  • Cosa vedi ora attraverso quest'altro vetro?
  • Vedo molta gente e il mondo!

Il rabbino concluse: "D'ora in poi non metterti più davanti al vetro argentato dello specchio, ma a quello trasparente della finestra. Solo così tornerai ad essere felice".

Fa sempre bene aprire le finestre della propria casa: si cambia l'aria, entra una boccata di fresco che annienta la sonnolenza, puoi vedere cosa capita sulla piazza, senti più nitidi i rumori e le voci, segnali che dicono che... sei presente e vivo!

Tenere aperte le finestre! (Vedi il foglietto parrocchiale e l'"itinerario quaresimale" allegato). È questa l'operazione che ci impegniamo a fare e a vivere in questa quaresima 2009, accogliendo la proposta diocesana, perché la nostra fede non si riduca solo a devozione, pie intenzioni, preghiere disincarnate e lontane dalla vita.

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