Un contadino bussò alla porta di un vicino convento e, tutto sorridente, mostrò al frate portinaio un bel grappolo d'uva, dicendo: " E' della mia vigna e voglio donarlo a te, perché ti dia un po' di gioia: sei sempre stato tanto buono con me".
Il frate portinaio arrossì per l'emozione, ringraziò cordialmente, depose il grappolo bene in vista e se lo guardò per tutta la mattinata. Poi pensò: "Lo darò al padre priore. Ha sempre tanto da fare e merita un po' di gioia ".

Il priore ne fu sinceramente compiaciuto, ma pensò di portarlo a un frate che stava a letto ammalato, perché trovasse un po' di sollievo.
Così il grappolo emigrò di nuovo. Il malato ne godette per un po' la vista e il profumo, ma pensò che il frate cuoco faticava tutto il giorno per gli altri senza ricompense e mandò a lui il grappolo d'uva.
Il cuoco fu felice di passarlo al sacrestano, " per dare un po' di gioia anche lui ", pensò.
Questi lo portò a un novizio, tanto giovane e bisognoso di sentire attorno a sé un clima di famiglia.
Il grappolo passò ancora di mano in mano, fino a che tornò al frate portinaio... per portargli un po' di gioia.

Non so se quel grappolo stia ancora girando, ma so che
un solo grappolo ha fatto gioire tutto un convento!
In barba a chi è convinto che gioisce solo chi se lo può mangiare!

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