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Il Primo altare di Sinistra

Appena entrati in Duomo dalla porta principale, a sinistra, si ammira la bellissima pala con la Madonna Addolorata e i santi Valentino, Sebastiano, Girolamo e Francesco, dipinta da Lattanzio Quarena (Clusone 1768-Venezia 1853), nel 1826. Ogni santo è rappresentato con gli attributi che lo contraddistinguono: Sebastiano indossa la lucida corazza del soldato e regge in mano la palma del martirio; Girolamo, che è caratterizzato da una fronte alta e spaziosa, espressione di una mente meditabonda,

ha ai suoi piedi il galèro cardinalizio e il leone ammansito; Valentino è vestito dei parimenti sacerdotali e ha gli occhi rivolti in alto che alludono al legame tra i santi e il cielo; Francesco indossa il caratteristico saio marrone con un cingolo bianco a tre nodi che ricordano i voti dell’ordine francescano povertà, castità, obbedienza. Francesco ha il volto ascetico e il corpo macerato dalle rinunce e dalle tribolazioni.

Anche questa tela, come quella di S. Pietro e S. Paolo nell’altare di fronte, è stata realizzata espressamente per il Duomo di Cittadella verso la fine dei lavori di costruzione del nuovo edificio sacro. Un recente restauro della pala ha messo in evidenza la statuaria potenza delle figure di primo piano che rivelano sicurezza disegnativa e capacità di realizzare valori plastici assai risentiti mediante una fervida varietà di situazioni cromatiche.

La composizione è volutamente statica e di conseguenza le figure, malgrado la loro grande varietà, sono contrassegnate dalla calma e dall’equilibrio.

Tutta l’attenzione dei quattro santi è rivolta verso l’Addolorata.

La Vergine giganteggia al centro, con un’espressione di accoramento e di speranza. Maria è tutta sola nella notte tragica.

La spada che trafigge il cuore della Madonna, la corona di spine, la spugna imbevuta di fiele, i chiodi della crocifissione sui gradini di pietra, il Golgota con le tre croci e la città di Gerusalemme sullo sfondo, sono i simboli dei dolori della Vergine e i luoghi della nostra redenzione.

Sia la Madonna addolorata che i quattro santi godevano e tuttora godono di larga popolarità presso i fedeli della parrocchia di Cittadella.

S. Sebastiano, nome di origine greca, che significa “venerabile”. Nacque nella Gallia e visse a cavallo tra il III e il IV secolo.

Si arruolò nell’esercito di Diocleziano percorrendo Francia e Italia come tribuno delle guardie pretorie. Si convertì al Cristianesimo ed, essendosi rifiutato di fare sacrifici agli dei, fu suppliziato con le frecce e poi martirizzato a bastonate. È invocato contro la peste ed è protettore di arcieri, atleti, tappezzieri e vigili urbani. Si festeggia il 20 gennaio.

S. Valentino, è il santo degli innamorati, dei fidanzati ma anche degli epilettici. Visse intorno al III secolo e vestì gli abiti sacerdotali. Guarì la figlia del prefetto e ne convertì tutta la famiglia.

Fu vittima delle persecuzioni anti-cristiane e come tale subì il martirio. Venne sepolto a Roma. Giorno dedicato alla sua commemorazione il 14 febbraio.

S. Francesco, patrono d’Italia, nacque ad Assisi nel 1181 e, dopo una giovinezza spensierata, si spogliò di tutte le ricchezze paterne dedicandosi ai poveri.

Amò ogni cosa del Creato, arrivando perfino a parlare al lupo e agli uccelli. Fondò l’ordine dei frati minori, approvato da papa Innocenzo III e, nel 1224, ricevette le stimmate. Morì alla Porziuncola presso Assisi nel 1226. S. Francesco è uno dei santi più popolari di tutta la cristianità. Si festeggia il 4 ottore.

S. Girolamo, è dottore della Chiesa. Nato in Dalmazia nel 366, studò a Roma, Aquileia e Treviri. Si fece monaco ed eremita. Fu autore della “Vulgata”, la revisione delle traduzioni latine dell’Antico Testamento. Per questo è dottore della Chiesa. Morì a Betlemme all’età di ottant’anni. Si festeggia il 30 settembre.



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