S. Francesco, figlio di Bernardone è nato in Assisi nel 1182 e lì è morto a 44 anni d’età.S. Antonio è nato a Lisbona in Portogallo nel 1195 e morto all’Arcella (Padova) il 13 giugno 1231 all’età di 36 anni.
Dapprima chiamata via ALEMAGNA poi VALSUGANA (da Vallis Euganea) fin dai tempi antichi partiva da Padova e tagliando la POSTUMIA in Cittadella, giungeva a Trento.
Lungo il suo percorso incrociava la Pieve di S. Donato e il Cenobio di S. Antonio di Vienne ove più tardi, venne eretta la prima Chiesa Arcipretale. Si ritiene che il luogo francescano di CURTAROLO sia sorto per volontà del POVERELLO d’Assisi nel 1220 e che Lui con altri confratelli lo abbia visitato nel suo pellegrinare verso BASSANO dove già esisteva un convento francescano. Sicuramente ha fatto sosta a S. DONATO e nel Cenobio dove il messaggio di “PACE E BENE” fu accolto con grande piacere dai monaci ivi residenti.
Antonio da Padova seguendo l’esempio del Maestro ed essendo ministro dei Francescani Veneti tra il 1227/30 visitò i monasteri e le chiese della zona precollinare. Alcuni biografi del SANTO sostengono che il 27 marzo 1228 mosse verso Bassano per espugnare il cuore di EZZELINO da Romano, crudele persecutore del popolo padovano, ma la sua iniziativa non sortì l’esito sperato. Percorrendo l’antica via sicuramente avrà osservato il grande Castello costruito a baluardo di Padova. In due luoghi S. ANTONIO può essersi fermato per una breve sosta: la Pieve di S. Donato e la Chiesa di S. Giuseppe, volgarmente chiamata del Torresino, perché posta a ridosso delle mura e adibita alle pratiche religiose della guarnigione militare e dei primi abitanti del Castello.
La presenza di S. Antonio in Cittadella spiega l’ammirazione e il culto che gli abitanti gli tributarono fin dal secolo XIII e nella vecchia Arcipretale che conteneva 17 altari ce n’era uno a Lui dedicato con una fiorente Confraternita (Fraglia) che agiva in favore dei poveri. Qualche secolo dopo sorse in Borgo Treviso un convento francescano dove i figli del Poverello continuarono l’opera serafica del Fondatore insegnando la pace e l’amore alle Una visione di molti filari di viti, destinate alla preparazione di vini pregiati. famiglie del Borgo e a tutto il territorio cittadellese, incitandole a onorare e venerare i due luminari della Fede.
Il Beato LUCA BELLUDI era amico fraterno di Antonio e i Padovani lo ricordano per la sua instancabile opera in favore dei miseri e dei tribolati. Il Beato Luca, come provinciale dei frati francescani, girava per il territorio padovano per soccorrere e consolare gli afflitti gravati dai numerosi eccessi punitivi fatti dagli Ezzelini. Nel 1255 affrontò ANSEDISIO DE WIDOTTI, podestà di Padova, e gli rimproverò le angherie che compiva sulla popolazione, ma se pur risparmiato come persona di un certo livello, dovette subire la condanna al bando della sua Famiglia d’origine e ben sessantaquattro Frati Minori finirono in MALTA, famoso carcere di Cittadella, e morirono per le privazioni e sevizie. Fu più volte in zona cittadellese, ospite dei confratelli francescani di S. Croce in Brenta e di Curtarolo, e seguiva con grande impegno le angoscie e le sofferenze degli oppositori al regime tirannico dei DA ROMANO.
Fu uomo dotto, virtuoso, grande oratore e coraggioso difensore dei deboli. Si spense in tarda età (17 febbraio 1288) e le sue spoglie mortali riposano nell’omonima cappella posta nella Basilica del Santo. La sua memoria si celebra ogni anno il 17 febbraio. La chiesa padovana lo onora e invoca la sua protezione, mentre la comunità civile gli ha dato un’importante via che dal PRATO DELLA VALLE al piazzale della Basilica del SANTO.-

"Per un pugno di dollari"


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