La presenza della chiesa del Carmine a Cittadella denota una particolare devozione dei cittadellesi verso la Vergine santissima. Per secoli la vita spirituale di borgo Padova, nelle sue molteplici manifestazioni, si svolse attorno a questo santuario che anche oggi conta parecchie persone iscritte alla fraglia del Carmelo o, più esattamente, della Madonna della Disciplina, la fraglia più antica della città. 

Qui sotto riportiamo alcuni brevi flash di Giancarlo Argolini tratti dall’archivio della chiesa e che ne tratteggiano la storia.
La prima data documentata sulla chiesa del Carmine, riportata dal Salomonio, che la chiama « Ecclesiae assumptionis beatae virginis olim patrum carmelitarum » risale al 1439, incisa sulla lapide di sepoltura di Aloysia de Furlanis.

Nel 1501, nell’inventario dei beni della fraglia di S. Maria della disciplina risulta che la stessa fraglia è proprietaria di un altare della chiesa della disciplina, con tutto il suo corredo oltre a « uno ospedale posto in borgo padoan de Cittadella apresso la dicta gesia cum lectiere octo, ancora lecti e piumaci dodese che sono in dicto ospedale una camera dove se veste li batudi e 64 vesti per dicti batudi »; « una casa de muro coverta de copi dove abita el guardian o prior de dicto ospedale » e di una parte del pozzo, diviso tra la fraglia e il convento oltre ad alcuni campi in diverse zone di Cittadella.

Si può quindi ipotizzare all’inizio del ‘500 l’esistenza della Chiesa, la presenza della fraglia con l’ospedale e una sua cappella all’interno chiesa e il convento dei carmelitani.

L’inventario dei beni della chiesa che viene definita “già fu dei padri carmelitani” redatto per ordine del Vescovo di Vicenza del 2 giugno 1661 riporta: otto altari: l’altare maggiore della madonna del Carmine, gli altari di Santa Maria della disciplina, dell’angelo custode, di S. Rocco, di S. Andrea Corcino, di S. Teresia, di S. Alberto, di S. Lucia e Apollonia.

La statua dell’Immacolata posta sulla sommità del campanile alla fine degli anni ‘50, in marmo di Carrara, è opera dello scultore pistoiese Pilade Del Tessa .

La statua della Madonna del parto, opera di buona fattura è ascrivibile al XVI secolo

La tempera del soffitto raffigurante l’apoteosi della Madonna del Carmelo, fu eseguita nel 1953 da Luigi Bizzotto .

L’altare di S. Lucia ed Apollonia rifatto in marmo nel 1736, porta una tela del cittadellese Egidio Calderaio che ritrae la Vergine col Bambino in trono, ai lati le due martiri .

Il gruppo ligneo dell’altare maggiore del veneziano Vincenzo Cadorin rappresenta la Madonna del Carmine e risale agli inizi del ‘900 ).

Quasi 700 famiglie non solo di Cittadella sono iscritte ancora adesso alla Confraternita del Carmine. Segno di una religiosità che nonostante i tempi continua immutata nella nostra chiesa da 500 anni

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