È stato appena edito lo studio “Icone di santa Giustina e santa Margherita nel Cittadellese”.
Ne è autore Giuseppe Streliotto; il corredo fotografi coè di Giancarlo Argolini. Anche questo, come i precedenti nove, è stampato in economia a cura dello stesso autore e fa parte della collana “Museo del Duomo di Cittadella” (tutti i volumi sono consultabili nella libreria dell’ufficio parrocchiale). Prendendo spunto dalle loro biografi e, il dott. Streliotto (che si avvale di una corposa documentazione bibliografica, archivistica e iconografica) ci fa conoscere le rappresentazioni pittoriche e plastiche delle due sante ancora presenti da noi e vicino a noi.

 Ed ecco allora un sunto dell’opera: Giustina, padovana, fu arrestata durante la persecuzione di Diocleziano e condannata a morte nel 304. Il suo corpo fu sepolto nei pressi del teatro romano, proprio là dove sorgerà l’odierna basilica. Dopo la vittoriosa battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 (giorno del genetliaco della santa), Giustina diventò ancora più importante, tanto da diventare la patrona di tutti i dominii della Repubblica di Venezia.
Margherita nacque ad Antiochia, in Asia Minore. Era fi glia di un sacerdote pagano. Affidata ad una balia, dopo la morte della madre, diventò cristiana e fu scacciata dal padre. Concupita da un certo Ollario, da lei respinto, fu dallo stesso denunciata e quindi incarcerata. Si racconta che in prigione venisse divorata da un diavolo sotto forma di drago, ma che riuscì ad uscirne squarciandogli il ventre (e forse da questo derivò la sua fama di patrona delle partorienti). Ciononostante non riuscì a sfuggire alla morte perché, a soli quindici anni, il 20 luglio 290, venne decapitata per la sua professione di fede.
Nel volume vengono quindi presi in esame, nei rispettivi luoghi di conservazione, dei quali si danno anche cenni storico-artistici: a) di S. Giustina: - l’affresco di Jacopo e Giambattista da Ponte, detti i Bassano, nella chiesa di Santa Lucia di Brenta, risalente all’anno 1537; - l’olio su tela di Antonio dal Bianco del sec. XIX facente parte del patrimonio del Museo del Duomo di Cittadella; - la scultura lignea di autore anonimo, ugualmente del sec.
XIX e ugualmente conservato nel Museo del Duomo.
b) di S. Margherita: - l’affresco di un “magister imaginarius” del sec. XIII, esistente nella Cappella della Concetta; - l’affresco di autore anonimo del sec. XIII: si trova nell’oratorio omonimo della Palude di Onara.
Il volume prosegue con brani della “Descrizione di Cittadella” e de “I sacri edifi zi di Cittadella” dello storico ottocentesco padovano Andrea Gloria.
Sono infi ne riportate alcune notizie storiche sull’oratorio di Onara e, soprattutto (in quanto ci restituiscono un vero e proprio spaccato della vita della gente comune nel corso dei secoli), particolari anche gustosi tratti dalle relazioni delle visite pastorali in quella parrocchia dei vescovi di Vicenza negli anni 1583, 1657, 1742 e dei vescovi di Padova negli anni 1826, 1874, 1887, 1898, 1915, 1924.
 Luigi Sangiovanni

 


"niente paura"


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