Il 21 marzo 1889 si riuniva il consiglio comunale di Cittadella. Lo presiedeva il sindaco di allora, il cav. Luigi Dainese; con lui erano presenti i consiglieri: «Rossetti cav. Giovanni, Pagan Luigi, Collavo Giuseppe, Prosdocimi Francesco, Mercante ing. Vittorio, Ziliotto dott. Ferdinando, Sabbadin Filippo, Forlani Pietro, Morello Federico, Fabris Gioachino».
Risultavano invece assenti: «Cittadella Vigodarzere conte Alessandro, Marangoni ing. Luciano, Malfatti Luigi, Parolin Pasquale, Zanon Filippo, Favaretti dott. Matteo, Wiel Isidoro, Malatesta Lamberto, Brotto Giovanni».
Una sessione assolutamente normale, se non fosse che un argomento dell'ordine del giorno ci accende di curiosità: «Deliberazione sul concorso del Comune nella spesa di ristauro del quadro in tavola attribuito al Mantegna esistente nella Chiesa del Torresino».
Ma ecco cosa dicono i punti principali della deliberazione: «Il sindaco espone che il Regio Commissario Distrettuale con lettera 7 dicembre 1888 comunicava che il Governo, trovando la necessità che il quadro di cui trattasi venisse urgentemente ristaurato, invitava il Comune a concorrere nella spesa relativa, preavvisata in lire 435, giusta progetto del pittore sig. Antonio Bertolli, e che in seguito a ciò la Giunta, riconoscendo la opportunità del chiesto concorso, rispondeva che avrebbe proposto al Consiglio di deliberarlo nella somma di lire 150. Presenta quindi al Consiglio il seguente ordine del giorno: Visto che a cura del Governo vennero iniziate le pratiche pel ristauro del quadro in tavola attribuito al Mantegna esistente in questa Chiesa del Torresino, sopra perizia del pittore e ristauratore sig. Antonio Bertolli di Padova, importante la spesa di lire 435, oltre le spese accessorie da liquidarsi in fine di lavoro; Visto che il Governo invitò la Rappresentanza Comunale a concorrere nella spesa predetta; Riconosciuta la opportunità e la convenienza del detto concorso; Udite in proposito le proposte della Giunta Municipale; Il Consiglio Comunale delibera di concorrere nella spesa pel ristauro del quadro di cui trattasi, colla somma di lire 150 [...]. Posto ai voti il sopraesteso ordine del giorno presentato dal sindaco, il Consiglio lo approva con voti favorevoli 8 e contrari 3 per alzata».
Nel documento d'archivio che conserva l'estratto della deliberazione segue poi questa annotazione: «Trasporto del quadro attribuito al Mantegna dalla Chiesa del Torresino alla sagrestia del Duomo.
Il quadro attribuito al Mantegna, e che fu ristaurato dal signor Antonio Bertolli di Padova, venne in questi giorni trasportato dalla Chiesa del Torresino alla sagrestia della Chiesa del Duomo [...] 14 luglio 1889».
Ma di quale opera di Andrea Mantegna si trattava? Come si è visto nella deliberazione non risulta alcun accenno al suo contenuto. Solo a distanza di un secolo, negli anni '80 del '900, l'enigma può forse dirsi risolto.
L'opera, identificata nello stupendo olio su tavola che raffigura la "Deposizione" conservato nella sacrestia della nostra parrocchiale (e quindi rifiutata la paternità del Mantegna), il critico d'arte Federico Zeri l'ha attribuita ad Andrea di Giovanni detto Da Murano (m. 1507 circa), probabile allievo di Bartolomeo Vivarini e che dipingeva sullo stile del Mantegna appunto, ma anche di Andrea del Castagno.
Una prova indiretta è il fatto che il Da Murano nel 1499 risultava abitare con la propria famiglia a Castelfranco Veneto da dove poteva con più comodo trasferirsi nei paesi vicini per eseguire i dipinti commissionatigli (la pala di S. Bastiano nella cappella del Battistero di Trebaseleghe; la pala del Santuario della Madonna dell'Acqua di Mussolente; il S. Antonio della chiesa dei Minori Conventuali di Camposampiero) e quindi, presumibilmente, anche la nostra tavola di Cittadella.
N.B. Le citazioni derivano da Archivio Comunale di Cittadella, 1890, b. 9: Istruzione Pubblica, fasc. 13: "Ristauro del quadro attribuito al Mantegna esistente nella Chiesa del Torresino".

Luigi Sangiovanni


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