Quando un visitatore entra nella nostra Arcipretale resta colpito dalle vetrate colorite con forti ed intense sfumature, che vanno dal rosso all’indaco, poste sul settore nord dell’abside.
Sono state fatte con vetro soffiato a bocca. La pittura assai espressiva è stata cotta in apposita fornace. Il disegno originale fu del polacco RICCARDO DENEL, docente all’Università di Padova.
L’effettiva esecuzione fu della ditta NATALE FANIN di Padova, dopo aver consultate altre ditte vetrarie situate nel Veronese.
La prima a sinistra, detta Alpha, presenta una gamma di colori intensi, cupi che si scontrano con altri più attenuati e dolci di una natura nascente sotto l’occhio benefico del sole che impersona il Creatore.
La seconda tratta il sacrificio di Cristo e i colori dominanti vanno dal blu scuro al violetto e coprono ed oscurano la luce del sole. Il Crocifisso piantato in terra si erge verso il cielo e i detti colori vanno in senso ascendente ad indicare un movimento verso l’Infinito.
La terza parla di Risurrezione e i colori sono chiari per indicare gioia e pace. Il Cristo vincitore si solleva dalla tomba nuda e tocca il cielo. Lo sfondo è a modulo geometrico.
La quarta ed ultima è detta dell’Omega e presenta la tensione propria del Giudizio finale.
C’è un groviglio di raggi rossi e gialli discendenti verso terra. La colomba (Spirito Santo) e un calice radiante indicano la grazia acquisita per merito di Cristo e annunciano la salvezza.
Dette vetrate furono inaugurate il 24 ottobre 1981 dal Vescovo Mons. Bortignon in occasione dell’ordinazione sacerdotale fatta a Cittadella di P. FRANCO BARIN.
Queste sostituirono quelle precedenti danneggiate dalla guerra, che mettevano in bella mostra l’immagine dei quattro Evangelisti dominanti l’abside con colori dai toni assai dolci e smorzati. La corona che sovrasta l’altar maggiore presenta il Cristo risolto, Signore dell’Alpha e dell’Omega e i simboli degli Evangelisti pur presenti, in affresco, nella cappella della Concetta. Ciò vuol dire che i cittadellesi hanno sempre avuto un forte senso di riconoscenza e di devozione per i narratori e divulgatori della Buona Novella.
 
M.B.
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