Catechismo di “Iniziazione Cristiana” di seconda elementare Da qualche anno, durante le feste natalizie, nel nostro Duomo si sono potute ammirare alcune opere, restaurate, della prof. Rina Parolin, morta 32 anni fa. Nel 2011, sugli altari del Sacro Cuore e della Trinità, due grandi pannelli raffiguranti un’oasi e dei pastori con gregge; lo stesso nel 2012, con un paesaggio palestinese e un bellissimo volo di angeli; infine lo scorso anno: un cartiglio col nome di Gesù e la scritta “Venite Adoremus”.

Della stessa autrice il Duomo accoglie permanentemente nella Cappella della Concetta, a sinistra, una piccola “Via Crucis” in ceramica; nella Cappella d’Inverno: un arioso Gesù in stile neogotico. Tutti poi conoscono il magnifico tappeto che orna il presbiterio nelle grandi festività, disegnato dalla Parolin negli anni ’30 e che ha visto al lavoro decine di signore e signorine (in gran parte dell’Azione Cattolica) da lei guidate, cosiccome altrettante negli anni ’80-’90 nel corso del restauro dello stesso con la guida di Ugo Magrin suo allievo e delle signore Giovanna Sgarbossa e figlia in particolare, per volontà dell’arciprete Luigi Rossi.
Nata a Cittadella il 12 gennaio 1892, la Parolin ebbe modo di conoscere una nobile veneziana che la assunse come dama di compagnia e la portò a Venezia, permettendole così di frequentare l’Accademia di Belle Arti. Aderì alla corrente artistica del Neogotico, molto di moda fra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 soprattutto in architettura (vedi la chiesa di Belvedere o di Cusinati).
In pittura il suo modello principale fu il Beato Angelico, modernizzato da quei tralci di fiori, propri dello stile floreale o liberty allora in voga (come il Gesù regalato dalla signora Evelina Parolin Ferrari).
Parecchie sue pale d’altare sono finite in India e in Africa al seguito di qualche missionario.
Sicuramente in molte case di Cittadella si possono trovare i suoi quadri di fiori, che amava tanto, regolarmente non firmati o con una piccola “P”, racchiusi in particolari cornici di legno.
Il suo eclettismo si manifestò in tante altre cose: la costruzione del villino e i mobili neogotici in via Wiel, dove visse con la sorella e dove aveva lo studio; il tappeto sopracitato; le ceramiche; le sceneggiature.
Per me la prof. Parolin è la personalità femminile più notevole, vissuta a Cittadella nel secolo scorso. Fu un artista polivalente e soprattutto una grande educatrice e, a tale proposito, si ricorda che negli anni ’30 c’era una sola scuola superiore: la scuola di avviamento professionale “Andrea Mantegna”, fondata nel 1912 dal prof. Giacinto Girardi che seppe circondarsi di ottimi collaboratori, fra cui la giovane Rina.


L’EDUCATRICE E LA MISSI

La prof. Parolin fu un’insegnante meravigliosa e una educatrice straordinaria. Le sue materie erano disegno e calligrafia, apparentemente materie di basso profilo. In realtà insegnava l’ordine, la chiarezza, la pulizia e l’amore per la natura (ad esempio, faceva fare l’erbario con foglie, radici e rami ad acquarello con i nomi relativi).
La sua personalità emanava rispetto e silenzio che otteneva nella sua aula e in tutta la scuola senza mai alzare la voce. Intorno a lei regnava un silenzio operoso: dentro e fuori la scuola. Assieme alla sorella Elisa, maestra elementare, fu un’animatrice delle donne di Azione Cattolica negli anni ’30.
Io la vedevo come immersa nella preghiera e la sua casa era un piccolo santuario. Appena entravi, nell’ingresso a destra, c’era una nicchia con l’immagine del Sacro Cuore di Gesù, dipinto a grandezza naturale e con  una lampada sempre accesa.
Ma perché si sottoponeva a tante lezioni di pittura? I soldi che guadagnava erano tutti destinati ad aiutare in particolare i missionari cittadellesi che non avevano la possibilità di pagarsi gli studi: Saveriani e Comboniani in particolare.
Era una persona gentilissima e umile nel senso più alto della parola. Non cercò mai la gloria o la fama, ma solo il servizio. Negli ultimi anni divenne cieca.
È morta nel pensionato di Borgo Padova il 27 gennaio 1982.
Elena Torresin Costa  

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.