Dal 1926 al 1930 la casa editrice C.R.P. di Viterbo stampò una serie di fascicoli, con cadenza semestrale, per la "Cultura religiosa dei bambini." Successivamente, dal 1931 al 1937, uscirono per la stessa casa editrice analoghi fascicoli dedicati stavolta alla "Cultura Religiosa Popolare." I proventi delle due opere dovevano essere impiegati completamente per la fondazione di un Istituto Catechistico, che avrà lo scopo di formare una Pia Associazione di Volontari Catechisti, i quali, dopo un corso di studi convenienti, siano in grado d'insegnare il Catechismo con metodo molto pratico e con tutti i sussidi della moderna pedagogia."Per ricevere le opere bisognava diventare "benefattore" dell'Unione Giovanile Cattolica di Viterbo; il che voleva dire "promettere (senza impegno) d'inviare un'offerta di L. 10 ogni volta che si riceve un volume della collezione di albums illustrati, soltanto se trova di suo gradimento il volume ricevuto. […] Perciò, chi invia la sua offerta di L. 10, oltre a possedere un bellissimo album illustrato utile a tutti, coopera alla propaganda dell"istruzione religiosa.
E per di più partecipa anche al vantaggio spirituale di due messe al mese, che si celebrano (e saranno celebrate in perpetuo) per tutti gli abbonati, vivi e defunti." Anche se è sempre problematico paragonare valori e prezzi di epoche differenti, si può dire che le 10 lire semestrali dell'abbonamento erano ben poca cosa, visto che le "mille lire al mese" (desiderio della classe media nell'omonima canzoncina del 1938 e del film del 1939) sono state stimate dall'Istat in circa 1 milione e 300 mila lire del 1999, avvento del più o meno famigerato euro! Ricordiamo che l'Italia prima della seconda guerra mondiale era ancora prevalentemente rurale, con le principali fabbriche concentrate nelle grandi città del Nord, cosicché moltissimi vivevano quasi esclusivamente del lavoro dei campi.
Dai dati del censimento del 1931 risulta infatti che, su 13 milioni 410 mila maschi e 5 milioni 195 mila femmine di popolazione "attiva", il 51,1 % dei primi e il 53,4 % delle seconde erano occupati nell'agricoltura. Ed anche per quanto riguardava l'alfabetizzazione, il nostro Paese cercava di uscire da una situazione straordinariamente critica: il 9,5 per cento non sapeva leggere né scrivere, il che voleva dire (sui 41,6 milioni di abitanti censiti nel 1931) quasi 4 persone su 10.
Comunque sia andata, la diffusione delle due opere fu certamente capillare; lo dimostra il fatto che, a ottant"anni e più di distanza, è possibile trovarne ancora degli esemplari nelle soffitte e nei vari mercatini dell'usato.
E sfogliarli oggi rimane un piacere: sono illustrati con disegni in bianco e nero o a colori a tutta pagina; il linguaggio usato è semplice e comprensibilissimo, anche per quanto riguarda gli aspetti più "teorici" della nostra religione.
Per concludere, tra i titoli apparsi voglio elencare: "Preghiera e liturgia", "I Comandamenti", "I Sacramenti", "La santa messa. Spiegazione storica, dommatica liturgica", la "Storia della Chiesa", "La vita di Gesù", "Nel regno dei Cieli. Vite di santi per ciascun giorno dell"anno", "La vita della Madonna", "Preparazione alla Prima Comunione."

Luigi Sangiovanni

 

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