"Che brutta estate! Ma che freddo! Non ci sono più le stagioni di una volta!" Chi di noi non l'ha detto o pensato negli appena trascorsi mesi di quello che dovrebbe essere il periodo più caldo dell'anno? Eppure, per ricondurci sulla retta via e farci pensare che in fondo nulla di nuovo accade sotto al sole, è sufficiente leggere quanto risulta da una deliberazione del Senato veneziano in data 25 settembre 1437 e che interessa proprio il nostro territorio: "Cum fideles subditi nostri terre Citadelle et burgorum ac districtus, videlicet Fontanive, Honarie, Tomboli, Sancti Martini cum Lovari et *** facientium cum terra Citadelle ex tempestate maximaque vi ventorum de mense augusti proxime lapsi duobus diebus in dictis locis domos ultra 130 evertente plurimasque alias discoperiente et arbores, vites et fruges evertente, conterrente et asportante habuerint gravissimum damnum [...].


Vadit pars quod solum illi fideles nostri locorum predictorum, qui tam in domibus quam in vineiis et frugibus habuerunt damnum ex tempestate et ventis iamdictis, sint exempti per annos tres proximos venturos ab omnibus oneribus et gravaminibus [...], ut possint aliqualiter respirare et eorum domos et vineas reaptare quam melius poterint".
("Lo scorso agosto i nostri fedeli sudditi di Cittadella, dei suoi borghi e del suo distretto, cioè di Fontaniva, Onara, Tombolo, San Martino , Lovari e ***, tutti soggetti a Cittadella, a causa di una tempesta con forti venti durata per due giorni e che ha divelto oltre 130 case e molte altre scoperchiate, nonché distrutto e portato via alberi, viti e biave, hanno ricevuto un danno gravissimo [...]. Si delibera pertanto che coloro che hanno subìto tale avversità siano esentati per i prossimi tre anni dal pagamento di tutte le tasse e e imposte [...], affinchè possano in qualche modo respirare e riadattare le loro case e i vigneti nel miglior modo possibile").
E ancora, precedentemente: "Die x° iulii <1418>.
Cum sicut omnibus notorium esse potest civitas nostra Tarvisii eiusque districtus fuerit nuperime passa maximum detrimentum propter grandines numerosas, ventos, fulgura et alias intemperies aeris que in dicta civitate regnaverunt, propter que multe domus dicte civitatis corruntur. Et considerata fidelitate Tarvisinorum quam gerunt erga Statum nostrum, pium sit eisdem compati et inquantum possumus subvenire; vadit pars quod, non obstantibus aliquibus ordinibus in contrarium loquentibus, concedatur dictis nostris fidelibus Tarvisinis quod possint libere emere et extrahere de Venetiis et conducere et conduci facere in Tarvisio et Tarvisana pro reparatione suorum edifitiorum cuppos, lapides, calcem, assides et alia lignamina generis cuiuscumque absque solutione datii vel gabelle vel aliqua alia gravedine, ut gratia nostra mediante domos et edifitia sua diruptas habilius valeant reparare. Et hoc duret usque ad menses tres proxime futuros". ("10 luglio 1418. È a tutti noto che la nostra città di Treviso e il suo territorio hanno recentemente subito gravissimi danni a causa di numerose e persistenti tempeste di grandine, venti, folgori ed altre intemperie, cosicchè molte case sono andate distrutte. Valutata la fedeltà dei trevigiani al nostro Stato e che quindi è cosa pia compatirli e aiutarli, si delibera che possano comprare e far venire da Venezia coppi, pietre, calce, assi e altro legname senza pagamento di alcun dazio o gabella, affinchè per nostra concessione possano riattare le case ed altri edifici al meglio. E ciò sia valido per i prossimi tre mesi").
Ma, se vogliamo davvero consolarci, ecco infine questa incredibile annotazione, riportata sulla copertina di un suo registro, dal notaio cittadellese Guerrino Busato: "Nota che a dì 2 lugio, el giorno de la visitation de santa Elisabeta, fu un grandissimo fredo che bisognò proveder più volte al fogo; et durò fredo, pur calando, fin alli 12 ditto 1574".

 

Luigi Sangiovanni

 

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