I Borromeo, San Giorgio in Brenta e Cittadella
Il 4 novembre (essendo spirato dopo il tramonto del giorno 3 e quindi la sua ricorrenza viene rinviata all'indomani) si commemora san Carlo Borromeo, nato ad Arona, Novara, il 2 ottobre 1538 e morto a Milano appunto il 3 novembre 1584.
Dopo essere stato cancelliere papale (papa Pio IV, al secolo Giovan Angelo Medici, era suo zio materno), fu nominato arcivescovo di Milano e divenne uno dei promotori del rinnovamento della fede e dei costumi cattolici che il Concilio di Trento (1545-1563) aveva decretato.

La sua azione riformatrice si estese alla disciplina liturgica, alla catechesi e alla cura dei poveri e degli ammalati soprattutto durante la cosiddetta "peste di s. Carlo" del 1576-771.
Credo tuttavia che pochi sappiano che i Borromeo provenivano da Firenze; che giunsero a Venezia e a Padova nel Quattrocento; che un loro ramo si stabilì in Lombardia e che i Borromeo padovani ebbero vasti possedimenti nella vicina S. Giorgio in Brenta2, diventando parrocchiani di quella chiesa, per molti anni posseduta e officiata da curati cittadellesi.
In pieno secolo XVI, è infatti rettore di quella chiesa prete Camillo Cauzio, nipote del più noto Pietro, arciprete del nostro duomo per circa un quarantennio. Così l'11 novembre 1552 Camillo (dottore laureato in diritto canonico e civile3), nella sua qualità di "rector eclesie parochialis Sancti Georgii in Brinta Vicentine diocesis" ("rettore della chiesa parrocchiale di S. Giorgio in Brenta, diocesi di Vicenza") dà in affitto una casa, i campi e le entrate relative spettanti alla predetta chiesa a "ser Iosepho Canciano quondam Francisci de Cittadella" ("Giuseppe Canzian fu Francesco di Cittadella") "pro annis tribus proxime venturis incipiendo ad festum nativitatis domini nostri Iesu Cristi, videlicet annis 1555, 1556, 1557, finita locatione domini presbiteri Angelli Bonhomi ad presens conductori dicti benefficii") ("per tre anni, cominciando dal Natale prossimo, cioè per gli anni 1555, 1556, 1557, ma solo al termine dell'affittanza di prete Angelo Bonomi")4.
Non ci si deve soprendere più di tanto: il dare in affitto i beni delle chiese è stata prassi comune, cosicché il legittimo titolare li cedeva verso il pagamento di denaro o la consegna di beni quali il frumento, per lungo tempo considerato efficacissimo sostituto della moneta. Ma ecco come il nostro Camillo, vero e proprio padrone temporale, interverrà sul Canzian al termine del contratto, il 19 maggio 1557: "Se intima a ti Iseppo Cantian, affittuale a San Zorzi de Brenta per nome de messer Camillo Cautio dottor patron, che inmediate debbi haver levato via da li muri de la sua casa il letame et far esito a l'aqua che da esso letame et sechiaro daneggiano essi muri et fondamenti.
Item (Ancora): che, havendo tu effettualmente, come lavoratore, lavorato le sue terre et adoperata la sua casa, curtivo et per la tua boaria, debbi al tuo partire lasciar le siepi, terrazi ed edifici di qualunque sorte fatti in detti luochi.
Item: che tu debbi haver piantati tanti piantoni et viti alla rata de li campi per ti lavorati et lasciar le sue terre et luochi ridutti nel buon essere che sariano stati per un altro lavoratore.
Item: che non debbi questo ultimo anno seminar biade minute di sorte nissuna in le terre atte a ricever biave grosse per l'anno seguente; né haver guastate in modo alcuno le moie de le terre.
Item: che tu debbi haver lasciate seminate le terre mazeghe come trovasti seminate l'anno che intrasti a l'affittation, protestandoti come a lavoratore et affittuale di ogni et qualunque danni et interessi"5. 


Luigi Sangiovanni


 

1 Anche recentemente, in opere autorevoli, Carlo viene confuso con suo cugino Federico (Milano 1564-1631), a sua volta arcivescovo di Milano dal 1595 alla morte, al quale si ispira Alessandro Manzoni ne "I promessi sposi" con riferimento alla pestilenza del 1630.
2 Sono in corso i lavori di restauro del palazzo Borromeo in tale località a cura del Comune di Fontaniva. Per ulteriori notizie sulla famiglia rimando al mio saggio "I Borromeo e i Fontaniva: ovvero due galli nel pollaio", contenuto nel volume collettaneo "Da signori feudali a patrizi: i Fontaniva tra Medioevo e Rinascimento", Fontaniva, 2010.
3 Su Camillo Cauzio ho in mente un prossimo articolo.
4 Archivio di Stato di Vicenza, sezione di Bassano del Grappa, Notai Cittadella, b. 4 C, fasc. Nodaro Lelio Berton.
1550; cc. 147v-148r.
5 Archivio della Podestaria di Cittadella, b. 48 verde; vol. Pignorum decembris 1556 ianuarii, februarii, martii, aprilis, maii, iunii, iulii, augusti, septembris, octobris et novembris 1557; fasc. Secundus pignorum mensium martii, aprilis et maii 1557, non numerato.
Altre notizie sui Borromeo si possono trovare nel mio saggio I Borromeo e i Fontaniva ovvero due galli nel pollaio, contenuto nel volume Da signori feudali a patrizi: i Fontaniva tra Medioevo e Rinascimento, Fontaniva 2010.

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