Nel precedente numero, parlando di un campanaro diciamo poco solerte, ho accennato alle molteplici e importanti funzioni che per lungo tempo hanno avuto le campane nella società pre-industriale.
Sappiamo però che, assieme alle campane udibili da lontano, da secoli già esisteva uno strumento più idoneo alla misurazione del tempo e più vicino all'osservatore: l'orologio.

Tralasciando la sua lenta diffusione tra le mura domestiche, ecco alcuni brani relativi all'orologio nella sua forma "pubblica", cioè nella veste datagli dalle autorità per farlo diventare l'imparziale regolatore di tutte le attività umane, sia civili che religiose.
Porcia PN La torre dell orologioIl primo documento che ho trovato circa la presenza qui a Cittadella di un orologio pubblico è datato 19 agosto 1515 quando, al terzo rintocco della campana grande (quella situata sulla torre comunale), si radunò il Consiglio di Quaranta1 ("Congregato et coadunato Consilio de 40 spectabilis communitatis Citadellae [...] ter pulsata campana maiori"). Erano presenti trentotto consiglieri e l'assemblea era presieduta dal provveditore2, il nobile veneziano Bernardino Cocco. E fu proprio il provveditore a chiedere la riconferma per un anno dell'addetto all'orologio pubblico nella persona di Zordanello Vassellaro e con decorrenza dell'incarico dal giorno della morte del precedente orologiaio Benedetto Croi ("quod Zordanellus Vassellarius confirmetur in horologio usque ad cumplimentum unius anni incipiendo a die quo mortuus fuit quondam magister Benedictus Croi").
La proposta del provveditore non fu però approvata; così subito dopo fu messo in votazione di incaricare il massaro e i suoi soci3 di eleggere, assieme a tre cittadini, un orologiaio per la durata di tre anni e col salario prestabilito, vista la mancata nomina di Zordanello ("quod detur per presens consilium libertas et facultas predicto massario et sociis eligendi simul cum aliis tribus civibus unum hominem super horologio per trienium cum salario consueto ex quo pars Iordanelli non fuit obtenta"). La deliberazione passò con trentatre voti favorevoli.Pd Piazza dei Signori La torre dell orologioL'orologio si trovava presumibilmente dove oggi vediamo quello attuale, sicuramente sulla torre comunale (poi sopraelevata e diventata l'attuale campanile) e possiamo pensare fosse del tutto simile a quelli ancora presenti in qualche centro storico e risalenti a quel periodo (foto 1). È invece difficile pensare ad un orologio "complesso" come quello che ancora svetta dall'alto della Torre dell'Orologio di Padova (foto 2).
Una conferma della sua collocazione prospiciente la piazza ci è fornita da un'altra deliberazione comunale. Siamo al 14 dicembre 1578, domenica mattina e stavolta è il Consiglio Generale che si riunisce nella sala della loggia comunale al suono della campana. Nell'occasione Marcantonio Illini, uno dei soci del massaro, fa presente la necessità di nominare un incaricato all'orologio della piazza ("orologio platheae") al posto del defunto Giovanni Dell'Emma, il quale esercitava l'incarico già sotto la condotta di mastro Battista Vassellaro e questo per i prossimi tre anni ("creare unum, qui attendere habeat orologio platheae, loco quondam ser Ioannis Emae qui tale officium exercebat sub conducta quondam magistri Baptistae Vassellarii [...] pro annis tribus proxime venturis").
Immediatamente si offrirono ser Francesco Vassellaro, mastro Alvise Bettin, mastro Francesco Gennaro, ser Francesco Zanella e Filippo Dell'Emma ("ser Franciscus Vassellarius, magister Aloysius Bettinus, magister Franciscus Zenarius, ser Franciscus Zanella, Philippus Emae").
Il Gennaro tuttavia si obbligava anche a mantenere funzionante l'orologio a sue spese ("cum obligatione etiam adaptandi suis expensis horologium") e questo farà pendere la bilancia in suo favore, anche se con una votazione dal risultato abbastanza incerto: i voti a suo favore saranno trentanove, ma quelli contrari ben trentatre.
Per concludere questo velocissimo viaggio "nel tempo", dirò soltanto che nel 1648 gli orologi pubblici a Cittadella sono già due e cioè: i "reloggi della piazza et del borgo Padovan di questa Terra". Ad entrambi era addetto "messer Agnolo Comin favero" 4.

 


Luigi Sangiovanni

 


1 Si trattava di un Consiglio ristretto composto da soli quaranta membri eletti dal Consiglio Generale al quale, invece, partecipavano tutti gli abitanti maschi sia pure con determinate caratteristiche, ad esempio: residenti da almeno dieci anni, maggiorenni di venticinque anni, regolarmente paganti le imposte.
2 Venezia circa ogni sedici mesi nominava un podestà; in tempi di crisi nominava un provveditore con più ampie competenze, soprattutto di ordine militare: nel nostro caso siamo infatti ancora nel pieno della guerra della Lega di Cambrai.
3 Cariche in qualche modo simili a quelle del sindaco e degli assessori odierni.
4 Tutte le citazioni tra virgolette sono tratte dall'Archivio Storico della Magnifica Comunità di Cittadella (ASMCC): buste III bis nero/9, 2 rosso/11 e 11 nero/5.


"Per un pugno di dollari"


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