Il museo del Duomo. 30 anni dopo
Nella primavera del 1985 l'arciprete mons. Antonio Miazzi accolse con sincero entusiasmo l'iniziativa di un gruppo di volontari tesa al recupero delle opere d'arte e dei beni storico-culturali che da secoli giacevano nelle soffitte e nei locali abbandonati della parrocchia e, così facendo, istituire finalmente un Museo del Duomo di Cittadella.
A mons. Miazzi sono seguiti mons. Luigi Rossi e mons. Remigio Brusadin.
Anche loro non hanno lesinato energie e risorse della parrocchia per il recupero di molte opere d'arte bisognose di restauro, per i lavori di riattamento dei locali destinati a museo e per favorire anche i sempre più indispensabili interventi finanziari di privati sostenitori.
Grazie a tutto ciò il Museo del Duomo è oggi così strutturato e sono visibili al pubblico le opere di seguito elencate: Duomo e sacrestia: sculture, dipinti e arredi sacri dei secoli XVI-XX; Cappella della Concetta: affreschi dei secoli XIV-XVI; Torre campanaria: sculture, dipinti, arredi e libri sacri dei secoli XV-XIX Archivio parrocchiale: documenti e registri dei secoli XV-XX.
Nel frattempo i volontari non se ne sono rimasti con le mani in mano.
Così ad esempio nel solo mese di dicembre scorso sono state effettuati i seguenti interventi: Duomo: esposizione di un'opera restaurata dell'artista cittadellese 1. È doveroso ricordare i nomi di quel gruppo storico: Antonio Baggio, Martino Bortignon, Fulvio Brotto, Giovanni Brugnolaro, Renzo Conte, Sergio Dolo, Elio Frison, Dino Lolato, Paolo Martignon, Luigi Meneghetti, Luigi Sangiovanni, Francesco Scalco, Giuseppe Scapin, Giuseppe Streliotto (coordinatore del gruppo), Lino Toniato, Domenico Zanon, Luigi Zardo.
Rina Parolin analogamente a quanto fatto negli anni scorsi; Sistemazione e posa in sicurezza del lapidario antico nel cortile interno adiacente l'ingresso del museo; è costituito da due altari originari di S. Donato ed altri frammenti (con l'intervento dell'impresa edile Roberto Pierobon e grazie al contributo delle signorine Bianca Maria e Giovanna Pittan); Archivio storico: riordino e trasloco della preziosa documentazione nella vecchia canonica e parzialmente nella nuova; l'archivio comprende registri e atti dei secoli XV-XX.
Cosa dire ancora? È in corso da ormai troppo tempo la definizione burocraticoamministrativa (che mette a dura prova soprattutto l'entusiasmo dei volontari!) del progetto che dovrebbe finalmente consentire l'apertura al pubblico della sala Pio X e l'inizio dei lavori di riattamento della sala mons. Rossi.
Nel frattempo l'Amministrazione Comunale, consapevole della ricchezza e del considerevole apporto culturale (anche in chiave turistica) che il Museo saprà dare alla città, ha messo a disposizione temporanea i locali ex Giudice di Pace ad uso deposito. Successivamente, ultimati i necessari lavori di trasformazione, anche questi locali diventeranno sede espositiva museale.
A Dio piacendo i nuovi spazi permetteranno la visione e la valorizzazione di sculture, dipinti e arredi sacri che costituiscono un aspetto fondamentale della vita di Cittadella nei secoli, ma soprattutto l'apertura totale al pubblico del nostro Museo ritenuto, senza falsa modestia, un vero e proprio contenitore-gioiello di arte e storia.


Luigi Sangiovanni

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