Oltre a padre Carmeli e a Giuseppe Comino di cui si è parlato nei precedenti numeri di questo Bollettino1, un altro concittadino illustre è Michele Fanoli del quale possiamo vedere il busto nella facciata sud del palazzo o loggia comunale.
In uno dei registri dei battesimi conservati nel nostro archivio parrocchiale, sotto la data del 9 luglio 1807, si legge: "Michele Gaetano figliolo del signor Lorenzo Fanolli quondam (del fu) Giambattista e della signora Marianna quondam Geremia Venzo sua legittima consorte, nato stanotte all'ora 6 circa, fu battezzato da me don Francesco Segato de licenza (cioè su autorizzazione dell'arciprete).
Compadre l'illustrissimo signor Luisi Viani del signor Alessandro di questa (parrocchia)".
Lorenzo Fanolli (la doppia elle del cognome andò sparendo col tempo) abitava alla porta vicentina, in una casa abbattuta sul finire dell'Ottocento per far posto alle scuole elementari Vittorio Emanuele II. Il suo lavoro consisteva nel provvedere al servizio di posta delle diligenze, occupandosi del cambio dei cavalli e dell'assistenza ai postiglioni.
L'archivio storico comunale conserva alcune tracce del nostro Michele. Nel 1817 risulta frequentare la "seconda scuola" assieme al fratello Giambattista di 11 anni2. Nel 1819 è indicato tra i migliori della sua classe: "valente in Grammatica Italiana, si distingue in Analisi di Autori Italiani, valorosamente in Esercizio di Lingua Italiana, distinto in Ingegno, docile in Disciplina"3.
Michele dimostrò prestissimo la sua predisposizione nel disegno tanto che, come si narra, la sua indole d'artista fu scoperta da un passeggero che, fermatosi a Cittadella per poi dirigersi dal grande Antonio Canova a Possagno, restò favorevolmente colpito dalla bravura del fanciullo: si trattava del ferrarese conte Leopoldo Cicognara, presidente dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, il quale ebbe il merito di insistere per l'invio del giovane a quell'Accademia, come in effetti accadde.
Compiuti gli studi e ormai famoso sia a Venezia che a Padova, dopo il 1840 il Fanoli si trasferì a Parigi dove conobbe la sua futura sposa Marie Petit. Nella capitale francese si affinò notevolmente nella tecnica della litografia, cioè nella riproduzione seriale di opere d'arte disegnate con una matita grassa su una pietra ben levigata e trattata con acido nitrico.
E risalgono proprio agli anni francesi le maggiori realizzazioni litografiche del Fanoli; tra esse si ricordano: "La deposizione" (1848), "Les Willis" (1848), "Le Nozze di Cana" (1849), "Orphee" (1854), "Nostro Signore nell'Ultima Cena" (1855), "L'Immacolata Concezione" (1855) tutte stampate da Lemercier di Parigi.
Rientrato in Italia nel 1860, il Fanoli fu infine incaricato dal ministero dell'Istruzione del neonato Regno d'Italia a dirigere la prima scuola di litografia presso l'Accademia di Brera.
Il Fanoli tornava spesso nella sua Cittadella e ne sono prova le numerose litografie conservate nelle case dei cittadellesi, oltre alle opere ad olio come "La riconoscenza" del Municipio e "La beata Veronica Giuliani in atto di ricevere le stimmate con santi" del nostro Duomo.
Michele Fanoli è morto a Milano il 19 settembre 1876.

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