Maggio riempie giardini e prati di fiori variopinti ripetendo l ’annuale miracolo del risveglio della natura in tutta la sua magnificenza.
Le rose sono il fiore indicativo del mese e rallegrano bimbi ed anziani con la bellezza e il profumo inebriante.

«Maggio dolce mese e cortese,tu sorridi quando arrivi ecc.» diceva un sonetto studiato a scuola,ma un altro uscito dalla penna dello Zanella recita: «Ave Maria la vecchierella intona ecc.
che ci richiama al senso del sacro e della devozione da tributare alla Madonna profondamente sentito nelle famiglie venete del passato.
Agli inizi del secolo XV si usava a Parigi consacrare alla Vergine il 1 °maggio con una solenne festa di ringraziamento per la cacciata degli Inglesi dal suolo di Francia, ad opera di S.Giovanna d ’Arco.
Era uso comune nel Medioevo festeggiare il ritorno della primavera con fiori,
ghirlande e profumi che ben presto assunsero carattere mariano.
Da allora prese l ’avvio la pratica del “Fioretto ” che consisteva e consiste nella recita di una terzina del S. Rosario (da noi detto:Tarzeto ) davanti alle immagini della Madonna, collocate nei capitelli sparsi qua e là per la campagna o eretti nelle borgate adiacenti al Castello.
I contadini spesso pregavano davanti all ’immagine di Maria posta su qualche albero sacro (posizionato agli incroci delle strade), e riparato da un intreccio di rami e fronde che le facevano corona.
Fin dal secolo scorso,nelle chiese parrocchiali accorrevano frotte di bimbi, genitori ed anziani a recitare la preghiera cara a Maria, fonte di benedizione e di protezione.
L ’immagine della Madre di Cristo,dipinta sotto il porticale di casa,era un segno di devozione ma anche di distinzione. Si trattava di arte povera, ma che aveva un forte richiamo religioso che infondeva speranza e fiducia agli abitanti del rustico.
Mettersi sotto il manto della Vergine è un atto di devozione filiale molto importante e vantaggioso per il popolo cristiano specie in questi tempi in cui imperavano superficialità, agnosticismo, relativismo.
Per i bimbi e giovanetti, non ancora sopraffatto del male morale, la recita del Rosario rappresenta una base sicura per superare le bufere esistenziali che dovranno incontrare nella vita adulta.

"niente paura"


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