Nella sacrestia del Duomo dei SS. Prosdocimo e Donato di Cittadella, parte essenziale del costituendo omonimo Museo,1 si può ammirare la “Cena in Emmaus” di Jacopo Dal Ponte, detto il Bassano. La pala d’altare, assieme a un ciclo di affreschi ancor oggi in parte visibili, completava l’arredo della cappella principale dell’antica chiesa parrocchiale. Il tutto, per un prezzo iniziale di 60 ducati d’oro pari a 372 lire, fu commissionato al pittore dall’allora arciprete Pietro Cauzio e dai massari del comune il 19 agosto 1537,

come è attestato nel “Libro segondo” manoscritto del “Dare e avere della Famiglia da Ponte con diversi per pitture fatte”: “1537, adì 19 avosto: Noto sia como adì dito feze marcà Jacomo con misier arciprete et masari del comun de Zitadela de depenzerli la capela de la jesia catedral a l’altar grando con figure et marmori et su l’altaro tra le colone de pria far una palla con la istoria de Luca et Cleofa […] per lo prexio de ducati sesanta a lire 6 soldi 4 per ducato, che son lire 372 soldi 0.“2

Dal medesimo libro di conti risulta che, alla fine, la pittura e gli affreschi (iniziati l’11 settembre e terminati nel marzo 1538) costarono 421 lire e 4 soldi, cioè quasi 68 ducati.
Molti hanno scritto sulla pala, ma qui voglio ricordare un fatto del tutto inedito che traggo dall’archivio comunale.
Il 21 marzo 1889 si riunì il Consiglio Comunale di Cittadella. Presiedeva il sindaco, cav. Luigi Dainese ed erano presenti: “Rossetti cav. Giovanni, Pagan Luigi, Collavo Giuseppe, Prosdocimi Francesco, Mercante ing. Vittorio, Ziliotto dr. Ferdinando, Sabbadin Filippo, Forlani Pietro, Morello Federico, Fabris Gioachino” (“assenti: Cittadella Vigodarzere conte Alessandro, Marangoni ing. Luciano, Malfatti Luigi, Parolin Pasquale, Zanon Filippo, Favaretti dr.
Matteo, Wiel Isidoro, Malatesta Lamberto, Brotto Giovanni”).
Uno degli argomenti all’ordine del giorno fu la “Deliberazione sul concorso del Comune nella spesa di ristauro del quadro in tavola attribuito al Mantegna esistente nella Chiesa del Torresino”. Eccone l’estratto: “Il sindaco espone che il Regio Commissario Distrettuale con lettera 7 dicembre 1888 comunicava che il Governo, trovando la necessità che il quadro di cui trattasi venisse urgentemente ristaurato, invitava il Comune a concorrere nella spesa relativa, preavvisata in lire 435, giusta progetto del pittore sig. Antonio Bertolli, e che in seguito a ciò la Giunta, riconoscendo la opportunità del chiesto concorso, rispondeva che avrebbe proposto al Consiglio di deliberarlo nella somma di lire 150. […] Posto ai voti il sopraesteso ordine del giorno presentato dal sindaco, il Consiglio lo approva con voti favorevoli 8 e contrari 3 per alzata”.
Qui si parla di un quadro, senza specificarne il soggetto ivi dipinto, attribuendolo genericamente al Mantegna e, per di più, esistente non in Duomo ma nella chiesa del Torresino! Come identificarlo con la “Cena” dapontiana che, come abbiamo visto, adornava la cappella centrale del Duomo antico? Lo si desume da questa annotazione del 14 luglio 1889: “Trasporto del quadro attribuito al Mantegna dalla Chiesa del Torresino alla sagrestia del Duomo. Il quadro attribuito al Mantegna, e che fu ristaurato dal signor Antonio Bertolli di Padova, venne in questi giorni trasportato dalla Chiesa del Torresino alla sagrestia della Chiesa del Duomo”.
Il tutto è confermato anche da una lettera del restauratore Bertolli al sindaco, della quale ecco i passi principali che spazzano via ogni dubbio sull’identificazione della pala di Jacopo restituita al Duomo3 con il quadro appena restaurato: “Onorevole signor sindaco, mi rincresce incomodarla ma dacché lasciai Cittadella non ebbi veruna notizia dei lavori da me fatti in cotesta città […] pelle riparazioni al quadro di S. Maria del Torresino […]. Perciò […] conoscendo che anche per la partita della Palla al Torresino4 occorrerà ancora vario tempo prima che io possa ricevere il pagamento, quindi mi faccio ardito a pregarla di avere il disturbo d’informarmi come stanno le cose a mio riguardo […].
Padova 25 luglio 1889. Antonio Bertolli pittore e riparatore”.5

Luigi Sangiovanni


1 Sono finalmente iniziati i lavori di restauro di ulteriori spazi adiacenti alla Sala Pio X.
2 Michelangelo Muraro, Il Libro secondo di Francesco e Jacopo dal Ponte, G.B. Verci Editrice, Bassano del Grappa 1992, pag. 102.
3 Con ogni probabilità la pala fu trasferita al Torresino in occasione dei lavori di costruzione del nuovo Duomo che, come sappiamo, iniziarono nel dicembre del 1775, promotore l’arciprete Giovambattista Moratelli.
4 Si deve intendere così: il pagamento della pala del Torresino.
5 Tutte le citazioni sono tratte da: Archivio Comunale di Cittadella, anno 1890, b. 9: Istruzione Pubblica, fasc. 13: Ristauro del quadro attribuito al Mantegna esistente nella Chiesa del Torresino. Nello stesso fascicolo e di mano dello stesso Bertolli si legge che egli ha restaurato anche la serie degli stemmi dei podestà esistenti all’ingresso della vecchia sede municipale: “Onorevole signor sindaco, ho ricevuto la gentilissima lettera con occluso il mandato perché possa riscuotere le lire cento che spetta al Municipio di cui Ella è il capo, pel lavoro di riparazione agli Stemmi antichi scoperti nell’Atrio del Municipio

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