Nel Medioevo parecchi nobili, dai loro castelli posti a nord di Padova, vessavano le popolazioni residenti, ma quando il dominio della città passò in mano ai Carraresi le loro prepotenze gradatamente scomparvero e dovettero sottomettersi alla nuova guida del Centro.
Tra l’anno 1000 e il 1200 i Signori Carraresi vollero che Padova fosse salvaguardata a Nord da un territorio sicuro attraverso cui passassero i rifornimento di carne, lana, legname ecc. che erano necessari per la loro potenza militare e la vita economica della popolazione.
Ecco perché fecero costruire, all’incrocio del Cardo Massimo e del decumano della centuriazione romana, un grande castello ottagonale onde garantire l’afflusso  dei prodotti vitali per la città.
Da Limena all’estremo nord del territorio padovano si formò “l’ambiente cittadellese” che era guardato e tenuto in grande considerazione.
Purtroppo in quei due secoli e pure nel successivo si svolsero in questo territorio molte lotte e guerre fratricide che vennero sostenute e forse volute dai Visconti-Scaligeri e altri principi confinanti.
I Carraresi dovettero lottare contro i Vicentini e i Trevisani e gli altri Confederati e furono sconfitti e umiliati tant’è vero che Franco carrarese cessò del tutto Cittadella e la Grande Podesteria da loro voluta passò sotto il dominio del Senato Veneto. Fu in quel tempo che i Dogi di Venezia per compensare l’apporto dei capitani delle loro forze terrestri pensarono di insignirli del titolo di Signori di Cittadella.
Dapprima il Sanseverino, poi il Malatesta vennero a governare il nostro paese, posero dimora in un grande palazzo quattrocentesco situato nei pressi di Porta Treviso e da lì esercitarono il loro potere politico-amministrativo.

ROBERTO DI SANSEVERINO

Era zio materno di Francesco Sforza. Dal settembre 1483 divenne Signore di Cittadella su mandato della Repubblica Veneta. Valoroso condottiero combatté contro gli Stati confederati del Papa Sisto IV e li vinse e venne per la sua potenza militare: “Appellatus deinceps Robertus totius Italiae imperator, quod nulli ad haec usque tempora contigit imperatori”. Ritornò a Cittadella trionfante il 5/9/1484. In seguito combatté contro i baroni napoletani e siciliani in favore delle truppe del papa, ma venne sconfitto. Nella battaglia di Calliano in Val Lagarina avvenuta il 10/8/1487 si batté duramente nella mischia contro le forze imperiali e venne ucciso. Il suo corpo fu recuperato nell’Adige e fu sepolto a Trento.

PANDOLFO MALATESTA

Era signore di Rimini e nel novembre 1503, nominato condottiero delle forze veneziane dal Doge, cedette Rimini a Venezia e in cambio ebbe la Signoria di Cittadella.
Il papa Alessandro VI e più tardi Giulio II si sentirono offesi dall’azione del Malatesta che aveva contribuito alla disgregazione del potere politico esercitato dal Valentino nello Stato pontificio. Si formò una Confederazione di alleati attorno al Papa che diede origine alla Guerra di Cambrai. Pandolfo nel 1508 partecipò agli scontri con le truppe imperiali in Cadore, Gradisca e Trieste. Nel maggio 1509 ad Agradello l’esercito veneto fu sconfitto e in seguito egli disertò e passò alla parte
imperiale di Massimiliano. Il 26/11/1509 il Malatesta, che stava entro la sua fortezza, fu vinto da Luca di Pesaro e da Alessandro Bigolino.
Cittadella ritornò nelle mani di Venezia.
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