Durante l’Impero Romano le persone venivano indicate con il praenomen: es. CESARE, CASSIO, BRUTO seguito dal nome che proveniva dall’appellativo proprio della famiglia: es. CESARE della gente JULIA e per distinguerle da altre dello stesso ceppo aggiungevano il cognomen che funzionava da distintivo personale (es. LUCIO CORNELIO SILLA = Lucio era il praenomen, Cornelio il nome della gens e Silla era il cognome). Precisato questo, aggiungo che da cognome romano ha avuto origine la menda che si protrasse nelle epoche successive per rilevare da un nominativo usato nei grossi ceppi familiari la persona che si voleva indicare. Nel Medioevo, nel Rinascimento e nell’Età Moderna è stata una consuetudine molto praticata. Bisogna ricordare che nei secoli suddetti gli attuali cognomi non erano in voga e quando occorreva far riferimento a qualche paesano di solito si diceva: ANDREA di PIETRO, il quale Pietro rappresentava il praenomen del padre. In quel tempo soltanto i nobili avevano il diritto di essere qualificati per la loro importanza natale, i poveracci non contavano nulla.
Fu il CONCILIO di TRENTO ad ordinare la documentazione scritta delle persone viventi e da allora ogni individuo viene registrato dalla nascita fino alla morte e perciò si è in grado di fare la storia delle famiglie e dei loro componenti.
Gli attuali cognomi spesso derivano dai lavori svolti, dalla loro provenienza, da menomazioni fisiche, come: padovan, trevisan, fabbri, sordi, mattolino, bottaro etc. . .
È certo che l’uso delle mende è stato opportuno e forse necessario nelle località chiuse di mare e di montagna dove avvenivano matrimoni fra consanguinei creando spesso tanta confusione. Controllando i registri anagrafici mi sono accorto di casi strani per cui a un cognome originato da menomazione fisica veniva aggiunta una menda indicante bellezza e bravura. So di un ceppo cittadellese che nei secoli XV e XVI ebbe strane, simboliche mende: menudo-algebra-spagnolo.
Mi piacerebbe sapere quando e per qual motivo quelle furono applicate.
Ritengo sia opportuno fare un’accurata ricerca sulle mende, ovviamente condotta da personale competente che ama i riscontri storici soprattutto a riguardo della gente comune.
Nei tempi lontani non esisteva la scuola e la cultura per tutti, infatti i lavoratori agricoli e altre categorie sociali, sprovvisti di mezzi pecuniari, dovevano procurarsela per proprio conto. Essendo in contatto diretto con la natura potevano controllare l’avvicendamento stagionale, osservarlo attentamente, pensare ai vari fenomeni atmosferici e in tal modo ottenere un bagaglio di notizie che ancor oggi stupisce e fa testo per la saggezza e la validità dei riscontri che si possono quotidianamente effettuare.
Alla popolazione attuale farebbe molto bene rivolgere uno sguardo al passato e far tesoro delle esperienze positive o negative che hanno vissuto i suoi Antenati.
M.B.

"Per un pugno di dollari"


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