FRA’ MICHELANGELO CARMELI, figlio di Zeno e di Anzola, sua legittima consorte nacque a Cittadella, località Battistei, il 13 luglio 1704.
Fin dalla prima età dimostrò spirito di obbedienza, viva intelligenza, profonda fede in Dio e per questa ragione il Parroco lo fece entrare in un convento Francesco. Il 25 ottobre 1723 fu nell’Ordine dei Minori Osservanti, detti anche zoccolanti,

che aveva sede a Motta di Livenza. Nel 1725 fu a Verona per studiare filosofia, poi a Padova per il corso di teologia sotto la guida di P. Geremia Mioni, lettore generale in S. Francesco.
Ordinato sacerdote si trasferì a Roma per perfezionare lo studio del greco e dell’ebraico. In effetti il Carmeli si dedicò completamente allo studio delle lingue semitiche, tanto da diventare il più esperto conoscitore di quelle lingue.
A trentatré anni fu nominato lettore di sacra teologia. Per la sua preparazione culturale e la fama di cui godeva nell’ambito patavino nel 1741 venne accolto nell’Accademia dei Ricovrati.
Nel 1744 la Repubblica Veneta istituì una nuova cattedra universitaria: « La Schola linguae grecae, hebraicae, caeterarumquae orientalium » e P. Carmeli ottenne tale cattedra affidatagli con decreto ducale.
Egli esercitava l’insegnamento sia all’Università che nel proprio convento.
Il 2 maggio 1746 fu nominato Ministro Provinciale dal Capitolo dei Minori Osservanti tenuto a Venezia nel Convento di S. Francesco della Vigna Gli studi furono la sua grande passione e si confrontò continuamente con l’aramaico che divenne la chiave per comprendere gli idiomi antichi.
Fu un esperto traduttore delle tragedie greche: 1) L’Ecuba di EURIPIDE 2) Le troiane di EURIPIDE 3) L’Elena di EURIPIDE 4) Le baccanti di EURIPIDE Scrisse la “Storia di vari costmi sagri e profani, dai tempi antichi fino a noi ». Compose un poema in quattro canti: “Il concilio degli Dei e un altro intitolato: “Filolipo”.
Molti suoi scritti andarono dispersi, poi furono rintracciati a Boston, Chicago, Venezia, Bologna. Gran parte delle sue composizioni si trovano nella biblioteca del Convento di S.
Francesco a Padova.
Egli morì il 15 dicembre 1766; il suo funerale fu tenuto nella chiesa di S. Francesco e la sua salma venne tumulata nella tomba comune dei Frati di S.
Francesco.
L’illustre nostro concittadino è immortalato in un medaglione marmoreo che sta sulla facciata del Palazzo delle Associazioni in Via Marconi, 3.
Con questo scritto si vuole ricordare ed onorare il grande personaggio della cultura che con la sua vita e le sue opere ha dato lustro al nostro Paese.

 

M. B.


"niente paura"


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