Fare ricerca storica nei registri conservati in Archivio è un’operazione che appassiona chi ama consultare gli scritti antichi alla ricerca di notizie importanti sulla vita del passato. Nella prima decade del 1900 mancò ai vivi l’Arciprete DON PIETRO SCHIEVANO e gli successe nella conduzione della Parrocchia di Cittadella DON EMILIO BASSO che fece il suo ingresso il 10 maggio del 1908.
Il nuovo Arciprete era stato insegnante nel Collegio Vescovile ed era un uomo di salda cultura religiosa-umanistica.
Fin dall’inizio del suo mandato parrocchiale fu molto attivo e divenne artefice di molte realizzazioni innovative sia in campo strutturale della realtà abitativa: canonica, casa cooperatori, chiesa da ultimare, ma ancor più innovativo nel settore spirituale creando varie associazioni cattoliche per curare la formazione cristiana della gente.
Fu un prete dinamico a passo con i tempi e di alto livello spirituale. Fra le altre cose create e sostenute da Lui, con grande impegno, ci fu l’edificio per la formazione dei giovani.
In un decennio, con il pieno appoggio della popolazione locale, cambiò l’aspetto del Duomo, delle strutture abitative e dei luoghi di incontro e di formazione.
Il 7 ottobre 1919 fu aperto nell’ex Casa Marenduzzo, posta in via Wiel, un ambiente ideale per avviare il ricreatorio giovanile. C’era una bella e preziosa villetta con un ampio spazio a prato alberato e lì sorse il Patronato S. Antonio ideale luogo di formazione per il nascente Circolo Cattolico Giovanile.
Lì pian piano iniziarono a far attività le varie Associazioni Cattoliche a partire dai Fanciulli, Aspiranti e Giovani di A. C. Il primo direttore di quel Centro fu DON CLETO PASTOR.
Il 18 maggio 1921 ci fu la solenne benedizione della chiesetta del Ricreatorio S. Antonio di Padova.
Ovviamente vennero fatte alcune varianti nel settore abitativo: dove esisteva la scuderia dei precedenti proprietari si provvide ad innalzare nuove pareti per ricavare una sala di incontro utile alle riunioni culturali e ricreative.
Il 21 maggio 1928 fu inaugurata la nuova struttura con il dramma “Miracolo d’amore” del prof. Ellero sostenuto dalla filodrammatica giovanile.
Quell’ambiente divenne poi il cinema parrocchiale “Edelveis” in cui vennero effettuate proiezioni di films: “La vita di S. Antonio” e la ripresa delle fastose nozze del Principe Umberto con Maria Josè del Belgio. Quell’ampio locale fu benedetto in data 21 agosto 1929.
Da quegli anni partirono le regolari proiezioni domenicali di pellicole approvate dall’apposito ufficio diocesano e furono eseguite, nel palco posto a sud della Sala, graziose scenette da parte della filodrammatica parrocchiale che riscuotevano il favore della gente e l’approvazione sulle esecuzioni degli improvvisati attori.
In quel Patronato si avvicendarono bravi assistenti incaricati a seguire le varie associazioni fra cui: 1. DON LUIGI PANOZZO dal 1930 al 1934 2. DON GIUSEPPE GROTTO dal 19/7/1934 fino al 1935 3. DON LEONE BARATTONI dall’11/12/1935 che vi rimase poco più di un anno, poi partì per le terre di Missione 4. DON ARCANGELO TRIBBIA dal 19 agosto 1936 al 1938 5. DON GIUSEPPE MICHELINI dal 22/8/1938 seguito a ruota da DON AUGUSTO RANCAN 6. DON LINO GIRARDI, che fu cooperatore per un anno nel 1939 e poi iniziò la II Guerra Mondiale e la balda gioventù venne chiamata alle armi Dal 1930 al 1940, nel campetto antistante la villa, i ragazzini del Centro e dei Borghi giocavano liberamente a pallone.
Verso il 1936 ai confini della proprietà verso sud vennero costruite delle aulette per ospitare le lezioni domenicali di Catechismo fatte ai piccoli delle elementari. Nei giorni infrasettimanali si facevano le conferenze agli aspiranti e ai Giovani di A. C.
Alla fine del disastroso periodo bellico Mons. Basso, già anziano, e un suo giovane, attivo, cooperatore si accorsero che il ricreatorio del passato era insufficiente alle necessità di recupero di una gioventù uscita moralmente provata dalla guerra, perciò decisero di acquistare Villa Compostella fornita di ampi spazi e di un lussureggiante parco pieno di vari generi di piante e si creò la nuova Sede del Patronato che da allora prese il nome di “Pio X”.
L’anima vera della nuova struttura fu DON LORENZO RONZANI che diede una impronta diversa, ma molto efficace, del ricreatorio maschile.

M. B.

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