L’ altare dedicato a san Valentino.

Sulla parete di fondo navata, a destra, sta l’altare in cui è presente la pala di San Valentino, vescovo di Arezzo e martire nel III secolo d.C. È opera del veneziano Lattanzio Querena (1768-1853) restaurata qualche decennio fa e di notevole valore artistico per colore, forma e movimento.

Anche in questa tela, oltre al Titolare, sono rappresentati numerosi Personaggi cari ai cittadellesi: la Madonna Addolorata, S. Sebastiano, S. Francesco e S. Girolamo; il penultimo è evidenziato dall’abito e il cordone ai fianchi e l’ultimo vestito da eremita che tiene vicino ai suoi piedi il libro sacro.
I due ultimi ricordati ricevevano particolare venerazione dalla nostra gente perché esisteva il Convento dei Francescani Riformati in Borgo Treviso e il Convento di S. Maria in Camposanto in Borgo Bassano, ambedue depredati, profanati e soppressi dalla Forze francesi di Napoleone ai tempi della caduta della Repubblica Veneta.
Mi è caro ricordare che il 14 febbraio ricorre la festa di S.
Valentino, assai gradita dai fidanzati, ma che io voglio menzionare perché, in passato, venivano portati in chiesa i bimbi a baciare la reliquia del Santo e a chiederne la protezione e poi tutti insieme accendevano una candelina votiva a dimostrazione dell’affetto e della riconoscenza che nutrivano verso di Lui.


 

Pala del Crocefisso.

Sul primo altare di destra, appena sotto il presbiterio, è collocata la tela, opera di Giacomo Apollonio (1584-1654) forse proveniente dalla chiesa degli Eremitani in Padova, ma sicuramente appartenuta nel 1700 al nostro convento di S.
Maria in Camposanto gestito dai P.P. di Monteortone. In Cittadella era ben voluta la presenza degli Agostiniani e lo dimostra il fatto che parecchi figli di nobili famiglie locali erano avviati ad intraprendere la carriera ecclesiastica proprio in quel convento: i Thealdi, i Fava, i Grigno, i Resana e gli Ovetari che svolgevano la mansione di massari nelle Fraglie cittadellesi.
È una pala restaurata come altre ai tempi di Mons. Rossi e fa bella mostra sopra un altare che nel secolo scorso, in particolari momenti dell’anno liturgico, custodiva le Ostie Consacrate e da sempre conservava la preziosa Reliquia della Santa Croce. Era definito un altare privilegiato. In quell’insieme pittorico spicca la figura del Crocefisso assistito amorevolmente dal Padre e dalla Bianca Colomba (Spirito Santo) e tutt’intorno sono presenti i santi preferiti ed amati nell’ambiente cittadellese quali: la Madonna, che offre la cintura a S. Modica, madre di S.
Agostino. Fanno corona al gruppo descritto: S. Lorenzo diacono, uno dei primi Martiri della Chiesa e S. Giovanni Battista, il precursore di Gesù.
In quella pala molto significativa, è rappresentato il nostro ambiente naturale che si spinge verso il territorio bassanese ed essa dà un senso profondo della Fede dei nostri Padri e l’attaccamento a Dio della nostra gente del passato.
Queste tele artistiche possono, anzi devono, far pensare che la popolazione dei vecchi tempi, pur provata dalla mancanza di mezzi economici, sapeva costruire per il futuro, mentre noi, dei tempi moderni, facciamo fatica a conservarle e men che meno aumentarle a profitto delle generazioni che si affacceranno alla vita.

M.B.

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