C’era il detto popolare molto noto nei dintorni che diceva: « Sitadea picoea ma bea! ».
Anche i turisti che arrivano da altre nazioni riconoscono che la nostra cittadina è molto attraente: per la cerchia delle mura, per lo stile dei palazzi, per la giovialità dei residenti e per la tanta storia che qui si è vissuta. Bisogna ricordare le lotte cruente del periodo Medioevale tra i Signorotti che volevano averne il dominio: Ezzelino da Romano, poi i Sanseverino,
i Malatesta; le lotte di fede, anticipatrici dell’avvento luterano, iniziate dai lettori dell’Ateneo padovano: Spiera, Faccio, ecc. . . . contro la Chiesa Romana; del traffico usuraio operato dagli Ebrei nel Ghetto.
Poi c’è stata l’invasione dei Francesi che hanno depredato i beni e le opere d’arte dai Conventi e la dura resistenza dei cittadini che si sono opposti alle loro angherie. Per questo motivo l’imperatore Napoleone punì la città togliendole la potestà e i diritti acquisiti sul territorio della grande Podesteria “de fora”. Durante la Prima Guerra Mondiale Cittadella fu un’importante caposaldo per la 4a Armata che operava sull’altipiano di Asiago e sul Grappa. Qui erano sistemati i magazzini delle derrate, gli Uffici di Comando e gli Ospedali militari ove cura re i feriti. Durante la Seconda Guerra Mondiale operò in zona un forte raggruppamento partigiano per contrastare le forze occupanti tedesche e che si distinse per coraggio ed eroismo in favore della libertà della Patria.
Ma oltre i momenti di dura lotta e forte resistenza Cittadella vanta l’onore di aver dato i natali ad importanti personaggi di cultura, arte e scienza, tra cui i luminari: Andrea Mantegna, Michele Fanoli, i fratelli Comino, Andrea Cittadella, Attilio Zanon, A. Simoni, Luigi Pierobon, Bino Rebellato e molti altri fra cui gli interpreti: Domenico Ovettari, Pietro Cauzio, Pierantonio Berti.
Per ben due anni, in giorni diversi della settimana, il Rev.
Don Ettore Favarin, già illustre professore al Collegio Barbarigo di Padova, venne a consultare il nostro Archivio Anagrafico per scoprire le radici della Famiglia Sarto da Disco che secondo le sue ricerche aveva origine nel nostro Paese. Egli trovò i nominativi degli Antenati Sarto fin dal secolo decimosesto, ma purtroppo venne colpito da improvviso ictus e non poté completare e stampare i riscontri fatti nel nostro Archivio. Si sa che Papa Pio X, nella sua giovinezza, cappellano a Tombolo, aveva frequenti contatti con famiglie cittadellesi e più volte predicò nel nostro Duomo durante la Quaresima e le varie novene in prossimità delle feste liturgiche.
Divenuto Papa nominò i nostri arcipreti: « Protonotari Apostolici ad instar partecipantium ». Qui in zona Facca viveva una nipote del Santo e c’è pure una Suora che è di quella Famiglia. In Archivio sta in bella vista il decreto papale da Lui firmato per la nomina al protonotariato, una grande e bella foto che lo ritrae con le vesti pontificie e il bianco zucchetto che Lui portava, che per noi è una cara reliquia del Santo di Riese.

"niente paura"


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