Questo dipinto è collocato in fondo alla navata ed è attribuito alla bravura del noto artista Sebastiano Santi, appartenuto alla scuola del Quarena (Marano, Venezia, 1865). Nella vecchia parrocchiale l’altare a loro dedicato aveva un posto di primo piano in quanto i due santi venivano onorati e venerati con grande fede e a questo altare faceva riferimento la Fraglia di S. Pietro a Lui dedicata. Era curato e sostenuto dalla famiglia Gagliardi che lo aveva dotato di beni immobili per il sostentamento di un sacerdote preposto alla guida della Fraglia, con l’obbligo di celebrare cinquanta messe all’anno.
Proprio su quell’altare veniva celebrata una messa solenne ogni anno per il voto fatto dalle Autorità e dal Popolo a S.
Paolo, per aver salvato Cittadella dal terribile terremoto avvenuto il 25 febbraio 1695.
In questa solo rappresentati la Madonna e il suo Bambino, assisi su una nuvola sorretta da putti alati, diretti verso il cielo. Il movimento ascensionale risulta molto evidente. Ci sono inoltre, ai piedi della pala, i due Santi presentati in posa ieratica, coi segni del loro potere sacrale: chiave del cielo e spada in difesa della dottrina evangelica.
La venerazione a Pietro che aveva pubblicamente rinnegato Cristo nella notte al Sinedrio, ma che era divenuto roccia portante della Chiesa fin dai primi tempi dell’evangelizzazione del nostro territorio, era molto evidente, tant’è vero che dall’antica parrocchiale venne staccato un affresco che lo rappresentava.
Era sicuramente opera di scuola giottesca e ornava, con altre, l’arcipretale del 1300.
Ricordo che la figura di san Pietro era ben presente nella mente della popolazione locale e, difatti, alla vigilia della sua festa, le mamme per suggestionare un po’ i bimbi, immergevano l’albume di un uovo in una vaschetta ripiena d’acqua e la lasciavano esposta tutta la notte sul davanzale di casa: al mattino dopo i bimbi appena svegli, accorrevano a vedere la barchetta formatasi in ricordo dei pescatori amici di Gesù che raccoglievano il pesce nelle acque del Lago Tiberiade.

"niente paura"


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