Senza parteggiare presento due tesi diametralmente opposte a riguardo di un affresco che in quest’ultimo anno ha fatto parlare la gente. È collocato in un piccolo oratorio, ora in ristrutturazione, tra Via Vignale e Via Capitello in S. Giorgio in Brenta.
Alcuni studiosi ed esperti d’arte sostengono che quel dipinto non può essere attribuibile al Mantegna perché sicuramente posteriore come tempo di esecuzione e non impostato in quel luogo fuori mano. Altri dicono il contrario, cioè affermano che sicuramente è opera di quell’artista perché sono in evidenza i tratti abituali del suo dipingere.
Appare verosimile che il tredicenne ragazzino di Isola avesse avuto l’incarico dal suo mecenate Antonio Ovettari di eseguire quell’affresco nelle sue proprietà agricole onde esprimere la bravura del giovane artista.
Pare che il giovanetto, attraversato il fiume, percorse le stradine campestri di Via Boschiera e Campanello per raggiungere il luogo presso cui stava eseguendo il suo incarico pittorico.
Già inserito nella scuola dello Squarcione, questo lavoro locale era di tipo abusivo, perciò il giovanetto doveva stare molto attento a non farsi scoprire. Il dipinto indicato come S. Maria Gloriosa, presenta la Madonna e il suo Bimbo che reggono le sorti del mondo. Ci sta in evidenza questa data: 2/3/1444 con sigla del committente. Ai lati sono raffigurati due Santi cari alla gente di campagna: S. Rocco - S. Sebastiano trafitto dalle frecce. È un’immagine suggestiva di rara bellezza che bisogna riparare da infiltrazioni piovose e dal degrado procurato dall’incuria del passato.
Ritengo sia un’opera da studiare ed esaminare fin nei minimi particolari per avere la certezza che sia un lavoro giovanile del nostro grande Andrea di cui purtroppo sarebbe l’unico reperto artistico esistente nel Cittadellese e sarebbe prova inconfutabile della sua alta capacità pittorica. 

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