Già nel VI secolo d.C., in pieno periodo della dominazione longobarda, si sviluppò il potere della pieve di San Donato che, partendo da Limena, estendeva il suo dominio religioso e forse anche quello politico fino alle zone precollinari del Nord: un territorio quindi assai vasto che comprendeva le

terre che stavano al di qua e al di là del Brenta. Verso Est esisteva un altro insediamento risalente all'epoca longobarda, si trattava di San Nicolò di Meianiga, confinante con le zone abitate dai Galli.
Fu quello un tempo fecondo per la pieve di San Donato, ma ben presto anch'essa e il suo territorio furono investiti dalle lotte dei signorotti locali e a pagarne le conseguenze furono soprattutto i più poveri, i nostri contadini e braccianti.
Per molti secoli si vissero momenti drammatici e battagliati a causa dei conflitti innescati dalle mire espansionistiche di tali casate nobiliari.
Finalmente nel 1220 il comune di Padova (non ancora nelle mani di un'importante famiglia (quelli dei Da Carrara o Carraresi) decise di far erigere una vera e propria fortezza, da cui il nome della nostra Cittadella, a difesa del territorio settentrionale spesso preda delle incursioni tedesche provenienti dalla Valsugana, di quelle vicentine dal Brenta e di quelle trevisane da Castelfranco, ma soprattutto di gente del calibro degli Ezzelini (soprattutto Ezzelino III, il Tiranno), dei Visconti, degli Scaligeri.
La popolazione, stanca di continue depredazioni e cambi di padrone, uno più vorace dell'altro, affidò allora a un prete (Agostino, secondo il Verci o Francesco, secondo le carte d'archivio) l'incarico di contattare la Repubblica di Venezia e di accordarsi per la cessione di Cittadella ed il suo territorio. Il patto si concretizzò nel 1405: Venezia riconobbe la piena validità degli Statuti Cittadellesi, cioè di quelle leggi fondamentali con le quali la nostra città si era governata nei primi due secoli di esistenza.
Ciò nonostante Cittadella dovette vivere altri momenti di grave crisi, soprattutto nel Cinquecento quando, appena passata la guerra della Lega di Cambrai, fu squassata dalle ideologie luterane che videro contrapposti l'arciprete Pietro Cauzio e i fanatici maestri di scuola: Pietro Speciale, Agostino Thealdo, Francesco Spiera, Girolamo Facio e numerosi altri.
Anche la presenza di ebrei prestatori di denaro ad usura fece sì che i conflitti aumentassero, tanto da indurre anche Cittadella a fondare un proprio Monte di Pietà, sulla scia delle predicazioni di fra Bernardino da Feltre.
Furono per fortuna le ultime grandi crisi vissute dal nostro Paese sino alla Prima guerra mondiale (quando si trovò sulla linea di retrovia del fronte) che vide emergere figure prestigiose in ogni campo delle attività umane: pittori, scrittori, religiosi, eruditi ecc.
Possiamo proprio dire che grazie a quei nostri illustri concittadini e alla loro opera Cittadella ha ottenuto (e speriamo continui ad ottenere) i giusti riconoscimenti che le hanno dato prestigio e rinomanza anche in ambito internazionale.


M. B.


"Per un pugno di dollari"


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