Per i Sacerdoti , le Parrocchie e le Comunità, la SETTIMANA SANTA acquista sempre il sapore di una “novità” L’aggettivo stesso “santo” che ha anche il significato di “diverso” impegna tutti in un modo particolare.
Diversi sono i Riti che vengono riproposti come memoria degli ultimi giorno di Cristo; diversi sono gli impegni dei Sacerdoti ad organizzare sia le “40 ore” sia le Funzioni del Triduo sacro; diverso si chiede l’impegno dei fedeli ad essere solleciti alla Chiesa sia per una sosta di Adorazione (40 ore) sia per fare memoria della Passione – morte e risurrezione di Cristo.

Locandina giornata del malato

Viene riproposto l’articolo apparso alcuni anni or sono nel mensile di Cittadella sulla attualità di un Sacramento, di cui si vorrebbe fare a meno!
 “ESTREMA UNZIONE?” NO, GRAZIE! “UNZIONE degli INFERMI?” SI, PREGO!
Nella Chiesa, in occasione dell’amministrazione dei Sacramenti, vengono usati tre oli, benedetti dal Vescovo il Giovedì santo:
• l’olio dei Bambini (usato durante il rito del Battesimo)
• l’olio degli Infermi (nell’unzione dei Malati)
• e il Sacro Crisma (l’olio delle Consacrazioni)

Dal 1992 si celebra ogni 11 febbraio, memoria della B.V. di Lourdes, la Giornata Mondiale del Malato.
Di seguito il messaggio di papa Francesco per il 2017.
Cari fratelli e sorelle, l’11 febbraio prossimo sarà celebrata, in tutta la Chiesa e in modo particolare a Lourdes, la XXV Giornata Mondiale del Malato, sul tema: Stupore per quanto Dio compie: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente…» (Lc 1,49) […]

Assisi: Convegno Cappellania di Cittadella.

Chi più di Maria, la Madre della Misericordia ci poteva accompagnare con tutta la sua tenerezza nell’Anno Santo che si è da poco concluso e che Papa Francesco ha dedicato alla Divina Misericordia ? “Maria, balsamo di misericordia per le ferite dell’umanità” è stato infatti il tema del nostro XXXII Convegno Nazionale A.I.PA.S. (Associazione Italiana Pastorale Sanitaria) che come Cappellania dell’Ospedale di Cittadella anche quest’anno abbiamo vissuto nella “DOMUS PACIS” di S. Maria degli Angeli-Assisi, insieme ad altri circa trecentocinquanta convenuti da ogni parte d’Italia.
Con Maria protagonista e nostro esempio da seguire abbiamo trascorso quattro giorni (10-13 ottobre u.s.) ricchi di fraternità, nei quali abbiamo potuto ben riflettere sul nostro cammino di fede, sul nostro essere discepoli di Cristo al servizio soprattutto dei fratelli che soffrono e non solo nel corpo.

È esperienza nota, che accomuna diverse persone nei secoli e che oggi spesso si sente risuonare tra le corsie, specie in coloro che – magari con le valigie in mano pronti per la dimissione – hanno la consapevolezza che “il pericolo è passato” e così dicono: ho una fede diversa ora.
Non si possono contare le persone che ritrovano un senso inedito e più profondo alla loro vita a seguito della malattia.
Iniziano a guardare al cielo in un modo diverso, hanno fatto però l’esperienza del limite, talvolta anche della paura e dell’incapacità a determinare il proprio futuro. Qualcuno parla di conversione.

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