Come Cappellania dell’Ospedale, ci stiamo accingendo a vivere anche quest’anno il XXXIII Convegno Nazionale A.I.Pa.S. (9 – 12 ottobre 2017).

Ad Assisi ci presentiamo consapevoli di essere Chiesa che adempie anche al comando di Gesù Cristo: “ANDATE E CURATE”.

Per noi che varchiamo la soglia di un ospedale come Ministri della Comunione, la formazione a questo servizio è sempre importante perché ci aiuta molto a crescere come persone e come credenti e a saper trovare il giusto equilibrio tra l’essere e il saper fare.

Blaise Pascal diceva che “la malattia è il luogo dove si apprende”. Ecco alcune dimensioni che in essa si possono trovare.
1. L’Attesa, ovvero ciò che crea una “tensione”, una dinamica, un essere protesi verso qualcosa o qualcuno.
Questa Attesa nel malato si sposta dalle normali attese del vivere, quelle legate alla quotidianità, ad una attesa, talvolta inerme e svuotata di senso, legata al non conoscere il proprio destino.

Secondo le storie delle dodici tribù di Israele c’era un certo Gioacchino, uomo estremamente ricco. Le sue offerte le faceva doppie, dicendo: “Quanto per me è superfluo, sarà per tutto il popolo, e quanto è dovuto per la remissione dei miei peccati, sarà per il Signore, quale espiazione in mio favore”.
[2] Mentre egli così agiva, il Signore gli moltiplicava i greggi, sicché nel popolo d’Israele non c’ era uomo come lui. Aveva iniziato a comportarsi così dall’età di quindici anni.

“Ma l’avete fatto per me? Proprio per me? Ma sono bellissimi! Grazie, grazie!” Pronunciando queste parole, il Santo Padre ha tenuto fra le sue mani il Libro d’Artista che abbiamo realizzato per Lui.
È stato come sentire le nostre mani tra le sue...e sentirne tutto il conforto. (Licia)


Indimenticabili lo sguardo e l’amore ricevuto in quell’abbraccio da Papa Francesco.
Emozioni indescrivibili, indelebili nella mente e nel cuore. (Annalisa)


L’incontro con Papa Francesco è stato un atto d’amore che l’Associazione Altre Parole, con il contributo della Fondazione, ha fortemente voluto.
Tutto è partito dall’iniziativa della caposala del reparto di oncologia di Cittadella, Mariateresa Simioni, nonché presidente dell’Associazione Altre Parole, che ha voluto realizzare questo progetto nello spirito delle finalità portate avanti dall’Associazione: “L’attuazione di iniziative significative atte al miglioramento della vita del paziente e dei suoi familiari”.
E così è stato.
Martedì, 4 aprile, due pullman sono partiti per Roma, con la speranza di poter avvicinare il Santo Padre: sessanta pazienti oncologiche e una trentina di accompagnatori, assieme alla caposala e a quattro infermiere, hanno potuto realizzare il desiderio di avvicinare Papa Francesco per farsi avvolgere dal suo sguardo e dal suo abbraccio.

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