La differenza, a dir poco drammatica, tra domanda e offerta è da tempo il problema principale della donazione di organi. In Italia, in lista d'attesa per un trapianto d'organo ci sono in media ogni anno circa diecimila persone a fronte di appena tremila interventi: ciò significa che è possibile soddisfare solo una richiesta su tre.
Una percentuale elevata di chi attende il trapianto di cuore, di fegato e di polmone muore purtroppo in attesa di ricevere un organo.
L'unica risposta possibile alla carenza di organi per i trapianti è quella di aumentare l'informazione sul tema della donazione e cercare di favorire una scelta consapevole di vita come voluto dalla legge 91/99.

Della donazione non dovremmo occuparci solo nei momenti drammatici: non effettuare una scelta in vita vuol dire delegare ai propri famigliari,chiamati a decidere al nostro posto, nel momento meno favorevole.
I Famigliari del deceduto aventi diritto (la legge prevede come titolare del consenso il coniuge o il convivente more uxorio, in mancanza, i genitori, poi i figli maggiorenni) richiesti di dare una risposta sulla volontà di donazione, interpretando in merito le convinzioni del deceduto, si oppongono alla donazione in un caso su tre.
Da parte del Medico Rianimatore che ha in cura il paziente deve corrispondere l'impegno di arrivare alla diagnosi di morte con criteri cerebrali ogni qualvolta sia corretto e possibile perché la definizione di morte che da la legge italiana è ".... è la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo ...." La donazione di organo è quindi possibile solo per quei pazienti cui viene formulata la diagnosi d morte con criteri neurologici e sono i casi in cui la morte totale del cervello avviene prima dell'arresto del cuore (cosiddetta morte a cuore battente!): solo in questo modo gli organi possono restare irrorati dal sangue e quindi vitali fino al momento del prelievo La causa di morte inoltre deve essere nota. Deve essere presente un danno cerebrale documentato, devono essere escluse tutte le circostanze in grado di confondere (es. farmaci, ipotermia..) La morte encefalica è possibile solo nei reparti di Terapia Intensiva, poiché per arrivare a questa condizione è richiesto obbligatoriamente il supporto delle funzioni vitali (circolo e respiro) e un accurato monitoraggio.
La certezza della morte totale dell'encefalo viene ottenuta da una scrupolosa valutazione clinica e strumentale, effettuata da una commissione di tre medici, che deve esprimersi, in accordo unanime, dopo un'osservazione ripetuta nel tempo che deve essere di almeno sei ore.
Quando la morte dell'encefalo avviene secondariamente all'arresto cardiaco, non è possibile donare gli organi ma solo i tessuti.
La donazione dei tessuti raramente ha carattere di salvavita, ma nondimeno resta di fondamentale importanza in molti ambiti per risolvere molti problemi: pensiamo ai tessuti oculari (in particolar modo le cornee) al tessuto osteo-tendineo, al tessuto cardiovascolare (vasi venosi e arteriosi, valvole cardiache, pericardio) alla cute (importantissima nel primo trattamento dei grandi ustionati) I tessuti prelevati in loco da una equipe specializzata delle banche dei tessuti e poi lavorati, conservati e di infine distribuiti agli ospedali che ne fanno richiesta, con la garanzia della tracciabilità del percorso e tenendo sempre presente che la tutela della salute del ricevente è in primo piano.
Anche il vivente è un potenziale donatore di organi e tessuti. Tra gli organi che si può donare il rene (che è un organo doppio) o parti del fegato. In questi ultimi anni è stata incentivata la donazione di rene da vivente per la carenza di organi da donatore cadavere; di solito è un tipo di donazione "famigliare" che avviene quasi sempre tra persone unite da legami affettivi con l'attenzione costante alla libertà del donatore assicurata da un'apposita commissione che valuta la correttezza della procedura di donazione.
Il vivente può poi donare tessuti che altrimenti verrebbero gettati: le teste di femore asportante nell'intervento di protesi all'anca, le vene rimosse negli interventi di varicectomia, la membrana amniotica che riveste le placente recuperate dopo il parto. Sono donazioni "facili" di tessuti che sarebbero gettati e che invece vengono valutati, selezionati e valorizzati per l'uso clinico.
Nella nostra Ulss 15 l'attività di reperimento di organi è iniziata nel 1992 e proseguita durante tutti questi anni, con numeri ancora modesti. La situazione risente del fatto che i nostri ospedali sono privi di neurochirurgia e trasferiscono ad altri ospedali di riferimento i casi suscettibili di donazione. Numeri piccoli, ma costanti e importanti. Dal 1992 ad oggi ci sono stati 54 donatori, con una media di 2-3 donatori all'anno. Tra la donazione dei tessuti da cadavere, quella delle cornee è la numericamente più rilevante.
La donazione delle cornee ( che è un tessuto non vascolarizzato) può essere fatta anche da chi muore a causa di una malattia tumorale (eccetto tumori del sangue che rappresentano una controindicazione assoluta per gli organi e per tutti gli altri tessuti). Ogni anno, ormai dal 2003 nei nostri ospedali vengono donate dalle 100 alle 150 cornee. Da qualche anno il limite di età alla donazione è stato fissato a 74 anni: la proposta di donazione viene fatta dal personale dei reparti di degenza e la risposta è generosa.
Nella donazione di tessuti da vivente, i nostri ospedali hanno i numeri più elevati in Regione Veneto, grazie alla collaborazione tra il pool infermieristico impegnato e le sale operatorie, tanto da rappresentare un'eccellenza.
Su come esprimere la propria volontà in tema di donazione di organi e tessuti, la modalità più semplice è quella di portare con sé un foglietto con i propri dati, datato e firmato e con indicata per iscritto la propria volontà favorevole o contraria alla donazione. Quella prevista dalla legge è la compilazione di un modulo semplice, distribuito dall'Ulss nelle sedi URP e distrettuali (ma presente e scaricabile anche sul sito internet del Ministero della Salute), da riconsegnare compilato alle stesse sedi URP. Il modulo verrà poi inviato al centro Nazionale Trapianti per essere inserito nel Sistema Informativo Trapianti (S.I.T.) che invierà al mittente, con raccomandata, il foglio di adesione registrato La modalità però più usata di esprimere ufficialmente la propria volontà è l'iscrizione all' A.I.D.O. (Associazione Italiana Donatori Organi, tessuti e cellule), associazione che ha come scopo statuario la diffusione della cultura della donazione. Anche la semplice manifestazione orale della propria volontà ai propri famigliari è importante, in quanto rappresenta un riferimento per un'eventuale decisione in mancanza di una espressione ufficiale di volontà. In qualsiasi modo manifestata, l'espressione di volontà può comunque essere modificata in qualsiasi momento.


"Per un pugno di dollari"


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