Nella celebrazione delle Messe di sabato 10 e domenica 11 del mese di ottobre è stato benedetto il quadro con l'immagine di Chiara Luce Badano.
La cappellania dell'ospedale ha pensato di proporre questa beata perché con il suo mirabile esempio possa essere: Luce – Sostegno e Speranza, per le tante persone che entrano in cappella durante il giorno per una preghiera, un pensiero o in alcuni casi per cercare luce dopo la notizia ( per un loro caro o di se stessi) di una grave malattia.
Proponendo la figura della beata, tutta la cappellania sente di poter essere più vicino a chi è nella sofferenza. Chiara,una beata contemporanea.
Papà Ruggero e mamma Maria Teresa l'hanno attesa per undici anni. Il papà faceva l'autista, la mamma la casalinga. Ruggero e Maria Teresa vedendo che seppur desiderati i figli non arrivavano andarono in un santuario e invocare la grazia alla Vergine Maria.
Chiara nacque a Sassello, un piccolo paese, (provincia di Savona e diocesi di Acqui) il 29 ottobre 1971. Ha un carattere generoso, estroverso, esuberante: a soli 4 anni sceglie con cura i giocattoli più belli da donare ai bambini poveri.
All'età di 9 anni Chiara, già inserita nella vita della parrocchia, scopre il Movimento dei focolari fondato da Chiara Lubich, e aderisce come gen (Generazione Nuova) alla spiritualità dell'unità. Da subito ne rimane affascinata.
Sarà l'incontro decisivo della sua vita. Tutto ha inizio su un treno, dall'incontro con una ragazzina poco più grande di lei che diverrà la sua amica più intima. Scriverà in seguito: “Ho riscoperto il Vangelo. Non ero una cristiana autentica perché non lo vivevo fino in fondo. Ora voglio fare di questo magnifico libro l'unico scopo della mia vita”.
È Chiara che trascina i suoi genitori a Roma , al Family Fest dell'81, incontro internazionale del Movimento Famiglie Nuove dei Focolari. Dice la sua mamma: “La nostra vita è cambiata totalmente, tanto che se ci avessero chiesto quando ci siamo sposati avremmo risposto: quando abbiamo incontrato Dio Amore”.
Nel 1983 Chiara è tra le gen 3 più impegnate (gen3; terza generazione dei Focolari -9/16 anni). Chiara Lubich proprio a loro aveva lanciato la sfida di essere: “una generazione di santi”.
Non temete di consegnare a loro il suo segreto: Gesù che in croce giunge a gridare l'abbandono del Padre. Senza di lui - dice – non si sta in piedi”. Insegna come riconoscerlo e amarlo nei piccoli e grandi dolori di ogni giorno e trasformare così il dolore in amore.
“Poi vi buttate di nuiovo ad amare, non troverete più ostacoli. Non abbiate paura! Lasciate fare a lui a ricompensarvi di amore!” Chiara ascolta queste parole al suo primo congresso internazionale a Roma e da questo momento in poi intensificherà una corrispondenza intima e profonda con Chiara Lubich che in una lettera le assegnerà un “nome nuovo” da aggiungere al suo: da quel momento si chiamerà Chiara Luce. La sua vita è fatta di successi e insuccessi: apprezzamento e incomprensioni da parte di alcuni professori (in quarta ginnasio la bocciatura da lei ritenuta un'ingiustizia), amicizie ed emarginazioni (per il suo impegno cristiano viene tracciata come “suorina”). Un primo innamoramento è presto deluso. Piccole e grandi difficoltà che Chiara Luce trasforma in amore, sempre proiettata verso chi le sta accanto.
Ha molti amici. Specie d'estate si incontrano al bar di Sassello, unico luogo di ritrovo. C'è chi si apre e confida dubbi e difficoltà trovando in lei apertura e ascolto. Alla mamma che le chiede se lei a loro parla di Dio, risponde:”Io non devo parlare di Gesù, io lo devo dare”. E come fai? “Con il mio ascolto, con il mio modo di vestire, ma sopratutto amandoli”. Il suo non è un percorso solitario.
Estate 1988: mancano due mesi ai suoi 17 anni. Durante una partita a tennis, le cade la racchetta per il forte dolore alla spalla. Dapprima i medici parlano di una costola rotta e le prescrivono delle infiltrazioni, peraltro molto dolorose. Ma le ricadute spingono i sanitari ad approfondire le ricerche...... Il verdetto dei medici arriva ben presto: sarcoma osteogenico con metastasi. Subisce un primo intervento nel febbraio 1989. Le cure dolorose. Vuole essere informata di ogni dettaglio del corso della malattia: ad ogni nuova, dolorosa “sorpresa”, la sua offerta è decisa: “Per te Gesù se lo vuoi tu, lo voglio anch'io!” Luglio 1989: il male progredisce velocemente. Non ha ancora 18 anni quando Chiara perde l'uso delle gambe. Dice alla mamma: “Mi piaceva tanto andare in bicicletta”. E lei: “Se Gesù ti ha tolto le gambe, ti darà le ali”. Si fa strada il presentimento della morte: “Mamma è giusto morire a 17 anni?”. E lei : “Non lo so. So solo che è importante fare la volontà di Dio, se questo è il suo disegno su di te”. Dopo qualche giorno una grave emorragia. È in pericolo di vita.
Chiara Luce vivrà ancora un anno.
Decisivo per lei.
14 Marzo 1989- 25 minuti decisivi. Chiara Luce qualche giorno prima, 28 febbraio, aveva subito un primo intervento chirurgico. Il 14 marzo era stata al Day Hospital dell'Ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino per nuovi esami ed iniziare la chemioterapia. Il medico la informa della sua malattia. “Vedevo dall'espressione del suo volto la lotta che Chiara Luce faceva dentro di sé” dice la mamma.
“Tentai di chiederle qualcosa ma lei mi disse: “Non ora mamma” . Si ritirò in camera sua. Io guardavo l'orologio. Dopo venticinque minuti uscì con il suo sorriso di sempre e mi disse: Ora puoi parlare mamma”. Chiara c'ha impiegato venticinque minuti a dire il suo si a Dio, e non si è più voltata indietro”. ...dopo pochi mesi non avrebbe più camminato.... Gennaio 1990: con l'aggravarsi della malattia occorrerebbe intensificare la somministrazione di morfina , ma Chiara Luce la rifiuta: “Mi toglie la lucidità ed io posso offrire a Gesù solo il dolore”. In un momento di particolare sofferenza fisica confida alla mamma che nel suo cuore sta cantando: “Eccomi Gesù anche oggi davanti a Te...”.
Una mattina, dopo una notte difficile, le viene spontaneo ripetere a brevi intervalli: “Vieni Signore Gesù”. Sono le 11 quando la viene a trovare un sacerdote del Movimento dei Focolari. Chiara Luce è felicissima: da quando si era svegliata infatti desiderava ricevere Gesù Eucarestia. Chiara Luce parte per il cielo il 7 ottobre 1990. Aveva pensato a tutto : ai canti per il suo funerale, ai fiori, alla pettinatura, al vestito , che aveva desiderato bianco, da sposa... Con una raccomandazione: “Mamma, mentre mi prepari dovrai sempre ripetere : ora Chiara vede Gesù”. Poi un ultimo saluto alla mamma: “Ciao sii felice perché io lo sono” e un sorriso al papà.
Benedetto XVI ai giovani di Palermo 3/10/2010. Penso che voi tutti sappiate che sabato 25 settembre scorso a Roma è stata proclamata beata una ragazza italiana di nome Chiara Luce Badano.
Vi invito a conoscerla: la sua vita è stata breve, ma è un messaggio stupendo.... Diciannove anni pieni di vita, di amore, di fede. Due anni, gli ultimi, pieni anche di dolore, ma sempre nell'amore e nella luce, una luce che irradiava intorno a sè e che veniva da dentro: dal suo cuore pieno di Dio! Come può una ragazza di 18 anni vivere una sofferenza così... diffondendo amore, serenità, pace, fede? Evidentemente si tratta di una grazia! Era ricolma della luce di Dio! Luce, che viene dalla fede e dall'Amore”.


Michele B.

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