Una nuova immagine sacra
Dopo aver pubblicato nel mensile di ottobre 2015 le foto di tre immagini della Madonna presenti nella Chiesa dell’Ospedale, viene ora presentato un quadro raffigurante l’Immacolata, dono, nel 2012, di un affermato pittore di Galliera Veneta, MION SANTE. La pittura su tavola di legno, impreziosita da una elegante cornice preparata dal Signor Perin Pietro di San Giorgio in Bosco, ha trovato la sua collocazione nella nuova sede della Cappellania. L’immagine visionata dal Dottor Vittorio Sgarbi, noto

critico d’arte, complimentandosi con il Maestro, ha rilasciato la seguente lettera che viene riportata integralmente: A MION SANTE, PITTORE IN GALLIERA VENETA DA SEMPRE.
L’arte pittorica: è espressione dello spirito sensibilizzazione dell’artista ovvero capacità innata dell’individuo dono acquisito con la nascita? Se queste due componenti si fondono, oltre alla capacità di perseveranza nello stile, abbiamo i capolavori artistici.
Quando osserviamo un dipinto dobbiamo riconoscere e valutare l’essenza primaria dell’artista. Nel caso del Pittore Mion Sante non ho dubbi nel riconoscere la validità di dono della pittura: egli infatti possiede la vera mano dell’affresco murale.
Nei suoi molti lavori fatti di affreschi nelle chiese e nelle peregrinazioni di “capitelli” oltre a salvaguardare i doni tralasciati nei secoli, ha saputo rievocare con tratti sicuri e vigorosi la sapienza dei colori e la profondità di un’antica e nobile pittura, a confronto di correnti a volte sciupate da pittori artefatti.
Pure sulla tela Mion trasparisce la facilità del tratto associato alla luminosità del colore in una armoniosa sequenza lirica.
Di conseguenza posso tranquillamente asserire che il Mion fa schiera con gli artisti che provengono da un’arte spontanea.
Con stima Sgarbi

 


Una vecchia campana.
Se ne stava nascosta, silenziosa e polverosa in un angolo della Sagrestia, una vecchia campana appartenente alla Chiesa dell’Ospedale a suo tempo demolita per far posto alla palazzina che a tutt’oggi ospita la Direzione generale dello stesso.
Perché non recuperarla e metterla in vista anche se rimarrà muta? Affidata alle cure della Ditta Alessi s.r.l. di San Giorgio in Bosco, ripulita dalle incrostazioni con il supporto tecnico di esperti di campane, la Ditta Fagan di Marola Vicentina, la stessa è stata montata su un piccolo “campanile” realizzato in ferro dal signor Antonio Alessi.
Posizionata fin dall’inizio all’ingresso ufficiale dell’Ospedale, sotto la meravigliosa Icona della “Madonna del conforto”, opera del Prof. Roberto Zaniolo, è stata rimossa, si spera solo temporaneamente, per dare spazio all’albero di Natale nel periodo natalizio.
La campana, di oltre 25 chilogrammi, non riporta una data di fusione, ma è presumibile che risalga alla fine del 1800. Lo si deduce da una targa in rilievo sulla stessa che dice: ”OPERA DI PIETRO COLBACCHINI – BASSANO”.
Attorno, come di consueto, ci sono, in risalto sul bronzo, altre figure: il Cristo in Croce – un San Giorgio a cavallo mentre uccide il drago – l’Evangelista San Marco con accanto il classico simbolo del leone – l’immagine della Madonna Assunta – la figura di Santa Agnese che regge sulla mano destra la palma del martirio – il simbolo classico del francescanesimo e cioè due braccia che sorreggono una croce – infine l’immagine della guerriera Santa Giovanna d’Arco che regge con la destra il gonfalone della vittoria.
In un settore a parte uno stemma pontificio (non si riesce a dedurre di quale pontefice) con i due “pastorali” vescovile e pontificio, che sorreggono la “tiara” (classico copricapo papale in uso fino al Pontificato di Paolo VI°).
Sotto il piccolo campanile era posizionata, speriamo anche nel futuro, una targa che riportava una frase che si può leggere in un Crocifisso che si trova ai piedi della salita al Santuario di Pietralba (Alto Adige).
In dialetto locale suona così: “Férmete en po’ - varda en su - lavora de men - prega de più!” Era un invito a tutte le persone che quotidianamente entrano, a vario titolo, in Ospedale, a fermarsi un attimo e guardare in su verso l’icona della “Madonna del conforto” per dire semplicemente una preghiera e trovare sollievo alla sofferenza fisica o morale.


Un Cappellano dell’Ospedale

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.