Riflessioni a partire dalla giornata mondiale del malato 2016 La XXIV giornata mondiale di preghiera per il malato si è tenuta, come di consueto, durante la memoria della B.V. Maria di Lourdes, l’11 febbraio.
È questa un’importante occasione offerta dal cuore della Chiesa: riflettere e pregare sul significato umano e spirituale della malattia, sostenere le numerose persone che si dedicano alla cura e al servizio dei malati, contemplare ed interiorizzare la croce ed il crocifisso nascosto dietro alle varie patologie.
Ecco alcuni spunti di riflessione tratti dal messaggio di papa Francesco in occasione della ricorrenza, avente come titolo “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5): “La malattia, soprattutto quella grave, mette sempre in crisi

l’esistenza umana e porta con sé interrogativi che scavano in profondità. Il primo momento può essere a volte di ribellione: perché è capitato proprio a me? Ci si potrebbe sentire disperati, pensare che tutto è perduto, che ormai niente ha più senso...
In queste situazioni, la fede in Dio è, da una parte, messa alla prova, ma nello stesso tempo rivela tutta la sua potenzialità positiva. Non perché la fede faccia sparire la malattia, il dolore, o le domande che ne derivano; ma perché offre una chiave con cui possiamo scoprire il senso più profondo di ciò che stiamo vivendo; una chiave che ci aiuta a vedere come la malattia può essere la via per arrivare ad una più stretta vicinanza con Gesù, che cammina al nostro fianco, caricato della Croce. E questa chiave ce la consegna la Madre, Maria, esperta di questa via”.
È uno dei temi centrali per chi vive la malattia: come viverla? Che significato ha nella mia esistenza? Spiritualmente, nella fede, cosa mi sta comunicando della vita e di Dio? Non ci sono risposte scontate e anche quelle che si trovano – va detto – sono esclusivamente personali; come anche in altre occasioni della vita, nella malattia ci si ritrova davanti allo specchio della propria coscienza e si tenta di rispondere ai tanti interrogativi che sorgono spontanei.
Papa Francesco, commentando il brano evangelico delle nozze di Cana dove, finito il vino per la festa, Maria si rivolge a Gesù, dice: “Nelle nozze di Cana, Maria è la donna premurosa che si accorge di un problema molto importante per gli sposi: è finito il vino, simbolo della gioia della festa. Maria scopre la difficoltà, in un certo senso la fa sua e, con discrezione, agisce prontamente.
Non rimane a guardare, e tanto meno si attarda ad esprimere giudizi, ma si rivolge a Gesù e gli presenta il problema così come è: «Non hanno vino» (Gv 2,3). E quando Gesù le fa presente che non è ancora il momento per Lui di rivelarsi (cfr v. 4), dice ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela » [...] Maria partecipa alla gioia della gente comune e contribuisce ad accrescerla; intercede presso suo Figlio per il bene degli sposi e di tutti gli invitati.
E Gesù non ha rifiutato la richiesta di sua Madre. Quanta speranza in questo avvenimento per noi tutti! Abbiamo una Madre che ha gli occhi vigili e buoni, come suo Figlio; il cuore materno e ricolmo di misericordia, come Lui; le mani che vogliono aiutare, come le mani di Gesù che spezzavano il pane per chi aveva fame, che toccavano i malati e li guarivano.“ È questa l’esperienza di fede che, vivendo la malattia, moltissimi provano: affidarsi a Maria, come Madre premurosa e, usando le parole del pontefice, come a colei in cui si “rispecchia la tenerezza di Dio”.
Come ogni anno, nella nostra Chiesa dell’ospedale, abbiamo avuto una intensa celebrazione eucaristica in cui abbiamo pregato e meditato sui significati suggeriti dal papa nel suo messaggio.
Durante la celebrazione vi è stata la possibilità d’invocare particolarmente la guarigione sui presenti attraverso l’amministrazione del sacramento dell’unzione degli infermi.
Sono queste occasioni importanti di comunione tra di noi e di sostegno reciproco che rivelano la centrale importanza che riveste per la Chiesa l’essere presenza discreta tra le varie pieghe dell’esistenza.
dD.


 

Programma Settimana Santa nella Chiesa dell’Ospedale 2016

Giovedì Santo, 24 marzo 2016:
ore 16.00 – 19.00: Confessioni
ore 19.00: Santa Messa “In coena Domini” e Rito della lavanda dei piedi

Venerdì Santo, 25 marzo 2016:
ore 15.00: Azione liturgica “In passione Domini”

Sabato Santo, 26 marzo 2016:
ore 16.00 – 19.00: Confessioni
ore 19.00: Veglia Pasquale con benedizione del fuoco e cero, S. Messa “In ResurrectioneDomini”

Domenica di Pasqua, 27 marzo 2016:
ore 08.15 – 19.00: S. Messe

Lunedì dell’Angelo, 28 marzo 2016:
ore 08.15: S. Messa


"Per un pugno di dollari"


Cittadella ascolta


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I sette peccati capitali della ricchezza

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PROF. CARLO COTTARELLI, economista


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La responsabilità delle élites

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Dottor Carlo Calenda già  ministro dello sviluppo economico


Venerdì 1 febbraio 2019

Ricchezza e Disuguaglianza

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PROF. PIER CARLO PADOAN già ministro dell’Economia e delle Finanze.


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Da ricchezza che non sazia

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PROF. LUIGINO BRUNI, Professore Ordinario in Economia Politica al Dipartimento di Giurisprudenza, Economia, Politica e Lingue Moderne dell’ Università Lumsa di Roma

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