Chi è partito per ringraziare, chi per chiedere, altri per conoscere perché ne avevano sentito parlare.
Chiara Luce una beata dei nostri tempi (anni 90). Giovane che dopo un momento (25 minuti) di prova, di buio, ha detto il suo SÌ a Gesù offrendogli dolori e giovinezza.
Quello che colpisce di Chiara è che abbiamo conosciuto molti santi giovani che hanno saputo offrire la loro vita a Dio, ma Lei ci appare sorridente e dopo il suo sì sorprendentemente era sempre sorridente. Il papà una volta incuriosito l’ha voluta spiare per il buco della serratura e l’ha potuta cogliere sorridente.
Chiara era sempre felice perché era sempre con Gesù.
Quando per la malattia perse l’uso delle gambe e chiese alla mamma perché, la mamma come un disegno di Dio le rispose prontamente:”Perché Gesù ti ha messo le ali”.
Quando la medicina era divenuta impotente, lei rifiutò gli oppiacei per calmare i dolori perché inebriavano e lei voleva essere lucida.
Una delle ultime raccomandazioni: “Mamma quando dopo morta mi vestirai dovrai dire: “Ora Chiara vede Gesù”.
Quale forza, quale fede, con quanta determinazione ha vissuto offrendogli tutti i momenti, anche i più difficili della sua vita e della sua malattia.
Una ragazza comune con le difficoltà delle ragazze della sua età, ma di fronte a una svolta così determinante non ha tentennato nel dire il suo sì con generosità.
Come in una olimpiade voglio passare la fiaccola (dell’Amore) ai giovani, a tutti i miei coetanei perché il mondo conosca L’Amore vero.
Con quest’anima abbiamo vissuto la giornata del pellegrinaggio. Lei sembrava presente. Sembravamo persone che erano andate a Sassello per rispondere a una chiamata, a una missione.
Molte persone passano per la cappella dell’ospedale dove tra l’altro troneggia la sua figura sempre sorridente che sembra dire ad ognuno: dai forza ci sono anch’io vicino, offriamo tutto a Gesù, perché possa splendere la Sua luce.
Grazie Chiara del tuo Sì, aiutaci a dire anche noi il nostro si a lui.
Alcune impressioni raccolte durante il viaggio: • Ognuno di noi porta questo giorno speciale nel suo cuore.
• L’ho potuta conoscere il giorno della sua beatificazione e mi sono subito affezionato e ora ho voluto pregarla nel suo paese dove lei riposa.
• Voglio immaginare Chiara attraverso l’immagine della bellezza paragonata a quella delle perle preziose: una perla dell’adorazione, del ringraziamento, della libertà,della verità, della fede. Luce è la prima parola che Dio pronuncia nella creazione. Spetta a noi di amarla, cercarla e smettere di temere il buio, non possiamo essere arroganti e ciechi convinti di vedere e di poter guidare gli altri.
• Sono partita con un “ma” e un “se” in cuore e sono tornata profondamente leggera, sentendomi amata.
• Una giornata speciale perché tutto andava come previsto: non una gita ma un vero pellegrinaggio.
• La professoressa infine salutando la ragazzina le ha detto: ”Ciao Chiara ci vediamo domani allora!” • Sono venuta per ringraziare Chiara di una grazia ricevuta e ho sentito tanto la sua protezione, dono che viene sempre da Dio, ma lei ha saputo farci percorrere il giusto cammino • Sono venuta con tanta sofferenza, ma vado a casa sollevata perché non mi sento più sola.
Mi dispiace per quanti non hanno potuto partecipare al pellegrinaggio perché hanno perso un’opportunità. Chiara Luce, una ragazza semplice dal sorriso bellissimo nonostante i dolori che ha dovuto affrontare per parecchio tempo. Il viaggio che sembrava lungo alla fine è servito per creare un clima di famiglia.
Alla sera quando ci siamo lasciati eravamo come un’unica persona di un’unità molto forte. Grazie Chiara perché tutto questo è stato possibile per il tuo Amore.
La chierichetta dell’ospedale.

Michele Bisson


"niente paura"


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