Locandina giornata del malato

Viene riproposto l’articolo apparso alcuni anni or sono nel mensile di Cittadella sulla attualità di un Sacramento, di cui si vorrebbe fare a meno!
 “ESTREMA UNZIONE?” NO, GRAZIE! “UNZIONE degli INFERMI?” SI, PREGO!
Nella Chiesa, in occasione dell’amministrazione dei Sacramenti, vengono usati tre oli, benedetti dal Vescovo il Giovedì santo:
• l’olio dei Bambini (usato durante il rito del Battesimo)
• l’olio degli Infermi (nell’unzione dei Malati)
• e il Sacro Crisma (l’olio delle Consacrazioni)

A che serve l’olio e qual è il suo significato? Nell’uso corrente, l’olio:
- preserva i cibi dalla corruzione
- dà sapore ai cibi e serve per la cottura
- dà calore ed energia (vedi olio di canfora usato dagli sportivi)
- dà bellezza al corpo (vedi cosmetici a base di olio) - reca sollievo alle ferite (vedi la parabola del buon Samaritano)
- da agilità e scorrevolezza ( vedi l’olio all’interno dei motori)
- alimenta la luce (vedi tutti i lumini al olio)
Il Concilio Vaticano 2° nel documento sulla Liturgia (Sacrosanctum Concilium) del 4 Novembre 1963 afferma: “Il Sacramento dell’Estrema Unzione (che sa di morte!) si chiami “Unzione degli Infermi” e non è il Sacramento soltanto di coloro che si trovano in pericolo di vita, ma, pensiamo noi, anche da parte di coloro che, pur avendo salute fisica, hanno problemi di carattere spirituale - morale - personale - psicologico ecc.. e quindi, potrebbe essere ricevuto anche da Giovani che, con questo sacramento, chiedono a Dio una vita ”saporita” di opere di bene, un aiuto nelle difficoltà e nella lotta contro il male, un sollievo nelle tribolazioni spirituali.
Può essere ripetuto, specialmente in occasione della Giornata del Malato (11 Febbraio – Anniversario delle apparizioni di Maria a Lourdes).
Il nostro invito, come Cappellani dell’Ospedale, è perché ogni Cristiano cancelli, se possibile, l’idea che “ricevere l’olio santo” significa “timbrare il passaporto per l’eternità!” In Ospedale il problema, spesso, non è del Malato ma dei familiari, che vorrebbero aspettare che la persona “entri in coma” perché… non si impressioni!!
Non si chiami più “Estrema Unzione” ma “Sacramento del malato o Unzione sacra.
• È importante aggiornarsi anche su questo Sacramento, se non altro perchè la Chiesa ha cambiato questo termine da oltre 50 anni e cioè dal Concilio Vaticano 2° I sottoscritti si augurano che in ogni Parrocchia si celebri la Festa del malato (o l’11 febbraio come richiesto, a suo tempo, da Papa Giovanni Paolo II o in altra occasione) e durante la Messa venga amministrato, per chi lo desidera, il Sacramento dell’Unzione con la stessa solennità con cui si celebra un Battesimo - la Cresima - la prima Comunione, il Matrimonio, una Consacrazione Sacerdotale.
Alla Messa, come per i Sacramenti citati, potrebbe far seguire anche un momento conviviale in Parrocchia giusto per dare solennità a questo Sacramento ed allontanare così l’idea di morte.
Un Sacramento quindi, quello dell’Unzione sacra, che non ha niente a che vedere con una prenotazione dell’impresa funebre, ma solo una preghiera per la salute sia del corpo che dello spirito.
Un Sacramento da ricevere coscientemente e quindi, possibilmente, in Chiesa e non relegato nell’ultimo momento della vita!

I Cappellani Don Giuseppe - Don Davide 

giornata del malato 1


"niente paura"


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