Lunedì 3 settembre festeggeremo l’anniversario della dedicazione del nostro Duomo. Dopo che una chiesa è stata costruita, spetta la vescovo consacrarla. Il 3 settembre 1826 fu il vescovo Modesto Farina a consacrare il Duomo e dedicarlo ai santi Prosdocimo e Donato. Dedicato a loro. Ma dedicato anche a ciascuno di noi, perché il Duomo, come tutte le chiese, è dedicato a tutti coloro che desiderano lodare Dio,

«Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno» (Atti 15,36) Carissime comunità parrocchiali, carissimi fratelli e sorelle, nel mio primo saluto, il giorno dell’ingresso a Padova, nell’ottobre 2015, vi chiedevo: “Come state?”. Questa espressione, di fatto quotidiana e immediata, intendeva comunicarvi fin da subito un desiderio di familiarità.
In questi mesi, davvero intensi, ho avuto modo di iniziare a conoscere la ricchezza e la bellezza della nostra Diocesi.

Da bambino mi sedevo disteso per terra sotto al grande elettrodotto e immaginavo da dove provenissero e dove andassero quei lunghi cavi. Al tempo non sapevo nemmeno cosa trasportassero.
Ma era evidente anche ad un bambino che ciò che trasportavano arrivava da lontano e andava lontano. Ripenso oggi a quei cavi e all’energia elettrica che attraverso di essi viene trasportata per chilometri e chilometri.

Il Natale è una festa che piace: i bambini, le nenie, l’infanzia, i sogni. Una vita davanti. La semplicità. Se poi arriva anche la neve la magia è completa. A Natale è quasi impossibile non essere cristiani. La Pasqua è già più complessa. Per un verso la comprendiamo: tutti prima o poi si passa attraverso il mistero della sofferenza e il contatto con la morte. Un po’ più difficile è credere veramente nella risurrezione.

In ricordo di monsignor Luigi Rossi nel 23º anniversario
Tratto dal testo “Dialogo con i fidanzati” di Don Luigi Rossi.

Vocazione al matrimonio. Cercheremo di capire il significato di questa parola. Per due credenti in Cristo, l’unirsi tra di loro è talmente importante, comporta dei valori umani ed anche di fede, che necessariamente, per convinzione indubbiamente, è anche un fatto religioso. Non è un contratto, non è un gesto di altro genere che può avere un suo significato profano e basta, ma è un fatto che implica anche la nostra fede: è un “Sacramento”.

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