Quest’anno la festa del “Corpus Domini” (Solennità del Corpo e Sangue di Cristo) viene celebrata la domenica 26 giugno, mentre la Processione la faremo il giovedì precedente, 23 giugno, come siamo soliti da qualche anno.

Quale il significato di una processione? Vuol dire camminare portando il Corpo di Cristo lungo le vie della nostra città, pregando, ascoltando, cantando.

Il camminare diventa così simbolo di un altro cammino, ben più importante perché riguarda la nostra vita spirituale e quella degli altri.

Con la processione intendiamo aiutare tutti (credenti e non credenti) a pensare che il Signore continua a venirci incontro (come ha fatto durante tutta la sua vita); che è in mezzo a noi, vive le nostre realtà, ci sostiene nel nostro pellegrinaggio quotidiano, benedice il nostro lavoro, le nostre sofferenze, le nostre case, le nostre famiglie.

Gesù ci invita altresì a ricambiare il suo venirci incontro con la partecipazione alla Messa della domenica, ma anche a quella feriale; con qualche visita in Chiesa davanti al Santissimo.

A giugno finisce la scuola, per la maggior parte degli studenti. C’è molto più tempo per dormire, giocare, divertirsi (fare i compiti delle vacanze). In questo tempo da organizzare è proprio impossibile farci stare qualche Messa durante la settimana? È difficilissimo vedere ragazzi e giovani alle Messe feriali.

Quando si tratta di pizze, di cene, di gite al mare, di Gardaland, ecc. tutti pronti; per lo spirito invece non c’è tempo né voglia (a parte le esperienze dei campi scuola, che però devono trovare preparazione e continuità). Sicuramente c’è bisogno dell’esempio di adulti, di genitori, anch’essi in grado di dedicare qualche mezz’ora in più al Signore.

Abbiamo bisogno di forza, di luce, di pace, di sostegno, di guida, di gioia. . .

Il Signore è pronto a darci tutto, ci chiede solo di essere disponibili, di avere un cuore aperto, di lasciarlo parlare, di consentirgli di intervenire e di guidare i nostri pensieri, le nostre parole, le nostre scelte; di modificare i nostri atteggiamenti; di fare nostri i suoi sentimenti.

Chi mangia il Corpo di Cristo diventa un tutt’uno con Lui.

Il nostro impegno spirituale sarà allora quello di conformarci a Cristo, abbandonando la abitudinarietà e la superficialità nella preghiera e nell’incontro con Lui.

Facciamo che le vacanze diventino una ulteriore occasione di maturare in senso cristiano la nostra umanità.

E allora. . . buona estate “spirituale” a tutti.

vostro don Remigio

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