Non sono i luoghi o i posti importanti a far diventare grandi le persone, ma sono le grandi persone che fanno diventare importanti i luoghi.
Questo ho detto (pressappoco) la sera di venerdì 21 settembre prima prima dell’incontro su Don Milani a 40 anni dalla morte.
Forse un altro prete, mandato in una parrocchia di 100 “anime”, si sarebbe scoraggiato. Avrebbe fatto una pastorale di routine, trovato qualche hobby, ecc.
Lui no. Scuola, catechesi, lavoro a 360 gradi.
Amo sottolineare e commentare alcuni spunti dei due relatori, semplici ed efficaci allo stesso tempo.
  1. È necessario guardare in maniera “critica” gli eventi, le situazioni; non lasciarsi fuorviare da informazioni tendenziose, molto spesso manipolate da chi ha in mano il quarto potere (quello della stampa e della TV). La nostra mente deve restare aperta a cogliere la verità da qualunque parte venga, senza chiusure e difese, senza presunzione e arroganza.
  2. Il tempo è prezioso: non possiamo sprecarlo in incontri banali, superficiali, che dissipano energie del corpo e dello spirito.
    Ci domandiamo allora: come impiego il mio tempo? Che uso ne faccio? Lo spendo solo per me o anche per gli altri? Mi stanno a cuore i giovani, gli adolescenti, le persone che incontro?
    Avverto il bisogno di dare il massimo in qualunque posto mi trovi o penso che “tanto quello che faccio è una piccola goccia d’acqua che non serve”?
  3. Occorre avere dei valori profondi come punti di riferimento per il nostro agire. Non si può vivere sull’onda delle emozioni. È umano sbagliare, ma è doveroso pensare e aggiustare il tiro confrontandoci onestamente con la propria coscienza e con i grandi insegnamenti della Parola di Dio, avendo sullo sfondo anche il magistero della Chiesa.
    Quali sono i miei valori di fondo? A chi o a che cosa ispiro le mie azioni, le mie scelte piccole e grandi?

Con ottobre riprende a pieno ritmo l’attività dei gruppi (dopo gli “impegni estivi” non meno importanti ed efficaci).
Sapremo cogliere le numerose occasioni offerte a tutti per una ulteriore maturazione umana e cristiana, personale e comunitaria? La speranza che sostiene le nostre fatiche è posta nella bontà di Dio, nella forza dello Spirito che ci sostiene, nell’esempio che Cristo ci ha dato.

"niente paura"


Cittadella ascolta


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