Nel corso dell'anno della fede, che è iniziato giovedì 11 ottobre e si concluderà domenica 24 novembre 2013, mi ripropongo di offrire il più possibile momenti di riflessione sui documenti del Concilio Vaticano II; documenti per lo più sconosciuti, ma che mantengono una attualità sorprendente ed esigono una attenta considerazione perché portino quei frutti

che Papa e Vescovi di tutto il mondo desideravano per la Chiesa e per il mondo.
Abbiamo appena celebrato la solennità di tutti i Santi e ricordato nella preghiera tutti i Defunti.
Queste feste ci obbligano a pensare alla meta verso cui siamo incamminati come pellegrini e a trovare le vie giuste da percorrere per arrivarci.
Offro alla meditazione questo numero (40) della Lumen Gentium (documento che parla della Chiesa) per meglio comprendere la nostra dignità e responsabilità di cristiani.
Vocazione universale alla santità
Il Signore Gesù, maestro e modello divino di ogni perfezione, a tutti e a ciascuno dei suoi discepoli di qualsiasi condizione ha predicato quella santità di vita, di cui egli stesso è autore e perfezionatore: « Siate dunque perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste » (Mt 5,48). Mandò infatti a tutti lo Spirito Santo, che li muova internamente ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente, con tutte le forze (cfr Mc 12,30), e ad amarsi a vicenda come Cristo ha amato loro (cfr. Gv 13,34; 15,12). I seguaci di Cristo, chiamati da Dio, non a titolo delle loro opere, ma a titolo del suo disegno e della grazia, giustificati in Gesù nostro Signore, nel battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina, e perciò realmente santi. Essi quindi devono, con l'aiuto di Dio, mantenere e perfezionare con la loro vita la santità che hanno ricevuto. Li ammonisce l'Apostolo che vivano « come si conviene a santi » (Ef 5,3), si rivestano « come si conviene a eletti di Dio, santi e prediletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di dolcezza e di pazienza » (Col 3,12) e portino i frutti dello Spirito per la loro santificazione (cfr. Gal 5,22; Rm 6,22). E poiché tutti commettiamo molti sbagli (cfr. Gc 3,2), abbiamo continuamente bisogno della misericordia di Dio e dobbiamo ogni giorno pregare: « Rimetti a noi i nostri debiti » (Mt 6,12).
È dunque evidente per tutti, che tutti coloro che credono nel Cristo di qualsiasi stato o rango, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità e che tale santità promuove nella stessa società terrena un tenore di vita più umano.
Per raggiungere questa perfezione i fedeli usino le forze ricevute secondo la misura con cui Cristo volle donarle, affinché, seguendo l'esempio di lui e diventati conformi alla sua immagine, in tutto obbedienti alla volontà del Padre, con piena generosità si consacrino alla gloria di Dio e al servizio del prossimo. Così la santità del popolo di Dio crescerà in frutti abbondanti, come è splendidamente dimostrato nella storia della Chiesa dalla vita di tanti santi.
I Santi che veneriamo e i Defunti che amiamo e che, insieme, pregano per noi, ci accompagnino in questo desiderio e impegno di mantenere e perfezionare, vivendola, la santità ricevuta in dono nel Battesimo.

 

Con affetto vostro don Remigio

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