Il 4 e l'11 maggio 99 ragazzi della nostra comunità celebreranno la Messa di Prima Comunione.
E' importante che tutti ci prepariamo bene a questo incontro con Gesù: il primo per questi ragazzi, e l'ennesimo per giovani e adulti. Quante Messe, quante Comunioni! Ma ci hanno cambiato? Hanno inciso sulla nostra vita? Papa Francesco nelle udienze del 5 e 12 febbraio di quest'anno ha parlato dell'Eucaristia.

Propongo alla vostra riflessione alcuni brani di quelle catechesi: "Cari amici, non ringrazieremo mai abbastanza il Signore per il dono che ci ha fatto con l'Eucaristia! E' un dono tanto grande e per questo è tanto importante andare a Messa la domenica. Andare a Messa non solo per pregare, ma per ricevere la Comunione, questo pane che è il corpo di Gesù Cristo che ci salva, ci perdona, ci unisce al Padre. E' bello fare questo! E tutte le domeniche andiamo a Messa, perché è il giorno proprio della risurrezione del Signore. Per questo la domenica è tanto importante per noi. E con l'Eucaristia sentiamo questa appartenenza proprio alla Chiesa, al Popolo di Dio, al Corpo di Dio, a Gesù Cristo. Non finiremo mai di coglierne tutto il valore e la ricchezza. Chiediamogli allora che questo Sacramento possa continuare a mantenere viva nella Chiesa la sua presenza e a plasmare le nostre comunità nella carità e nella comunione, secondo il cuore del Padre. E questo si fa durante tutta la vita, ma si comincia a farlo il giorno della prima Comunione".
"Quando andiamo a Messa la domenica, come la viviamo? È solo un momento di festa, è una tradizione consolidata, è un'occasione per ritrovarsi o per sentirsi a posto, oppure è qualcosa di più? Ci sono dei segnali molto concreti per capire come viviamo tutto questo, come viviamo l'Eucaristia; segnali che ci dicono se noi viviamo bene l'Eucaristia o non la viviamo tanto bene. Il primo indizio è il nostro modo di guardare e considerare gli altri.
Nell'Eucaristia Cristo attua sempre nuovamente il dono di sé che ha fatto sulla Croce. Tutta la sua vita è un atto di totale condivisione di sé per amore; perciò Egli amava stare con i discepoli e con le persone che aveva modo di conoscere. Questo significava per Lui condividere i loro desideri, i loro problemi, quello che agitava la loro anima e la loro vita. Ora noi, quando partecipiamo alla Santa Messa, ci ritroviamo con uomini e donne di ogni genere: giovani, anziani, bambini; poveri e benestanti; originari del posto e forestieri; accompagnati dai familiari e soli... Ma l'Eucaristia che celebro, mi porta a sentirli tutti, davvero come fratelli e sorelle? Fa crescere in me la capacità di gioire con chi gioisce e di piangere con chi piange? Mi spinge ad andare verso i poveri, i malati, gli emarginati? Mi aiuta a riconoscere in loro il volto di Gesù? Tutti noi andiamo a Messa perché amiamo Gesù e vogliamo condividere, nell'Eucaristia, la sua passione e la sua risurrezione. Ma amiamo, come vuole Gesù, quei fratelli e quelle sorelle più bisognosi? ... Mi preoccupo di aiutare, di avvicinarmi, di pregare per coloro che hanno questo problema? Oppure sono un po' indifferente? O forse mi preoccupo di chiacchierare: Hai visto com'è vestita quella, o come com'è vestito quello? A volte si fa questo, dopo la Messa, e non si deve fare! Dobbiamo preoccuparci dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che hanno bisogno a causa di una malattia, di un problema" Che il Signore ci attiri sempre più a partecipare alla Mensa della Parola e del Pane e a vivere la carità fraterna.

Con affetto vostro don Remigio


"niente paura"


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