Scrivo pochi giorni dopo la solennità della SS.ma Trinità.
Ripenso con stupore al "mistero" che abbiamo celebrato e cerco di capire ancora di più come possiamo vivere a immagine e somiglianza di Dio Uno e Trino, nel nome del quale iniziamo e concludiamo ogni nostra giornata, con il segno di croce, e compiamo altre nostre "azioni".
Ripenso con stupore a come operano le tre Persone divine all'interno della loro inscindibile unità, e trovo nella preghiera innalzata da Gesù al Padre durante l'Ultima Cena (E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse (Gv 17,5)),

una splendida immagine della vita trinitaria, che è quella di DARSI GLORIA.e di creare una sublime circolazione d'amore. Per questo, quando diciamo il Gloria noi rendiamo grazie per la gloria immensa che avvolge l'Essere trinitario.
Un primo insegnamento per noi sarà allora quello di vivere le relazioni personali (familiari, amicali, professionali, ecclesiali, ecc.) cercando di dare gloria.
Quand'è che impareremo - tutti - ad usare frequentemente, come balsamo e linfa vitale, la lode, la gratificazione? Costa poco, ma produce molto frutto! Riusciremo ad abituarci a brontolare di meno e a lodare di più? Ad evitare di mormorare, di mettere in luce le carenze, per cercare, invece, di sottolineare le cose belle e buone che vengono fatte? A non contraddire con le scelte più anticristiane e antiumane una sbandierata e superficiale "adesione" (?) al Crocifisso, ai Presepi e al Vangelo.
E parlando di cose belle e buone, ripenso con indicibile meraviglia a ciò che la Trinità ha "prodotto" al suo esterno, cioè alla Creazione e alla Redenzione, manifestazioni di quella circolazione d'amore che avvolge il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Vivere a immagine della Trinità vorrà dire, allora, DARE VITA, creare; custodire, conservare e migliorare l'opera della creazione; favorire ogni forma che renda migliore per qualità e durata la vita di ogni persona. Il tutto semplicemente per amore. Vorrà dire evitare qualsiasi forma di morte e di violenza, di rifiuto e di emarginazione qualunque forma di distruzione e di sofferenza provocata, che sono la negazione dell'amore. Quanto ci aiuta in questo aspetto Papa Francesco con le sue esortazioni insistenti, dolci e decise! E quanto ci aiuterà con la nuova Enciclica "ecologica" che uscirà i prossimi giorni (sto scrivendo prima del 18 giugno).
Sabato 13 giugno il Papa ha incontrato 100.000 Scout e, nel suo discorso, li ha lodati e incoraggiati, dicendo, tra l'altro: "Vi dirò una cosa - ma non vantatevi! -: voi siete una parte preziosa della Chiesa in Italia. Grazie! Forse i più piccoli tra voi non se ne rendono bene conto, ma i più grandi spero di sì! In particolare, voi offrite un contributo importante alle famiglie per la loro missione educativa verso i fanciulli, i ragazzi e i giovani. I genitori ve li affidano perché sono convinti della bontà e saggezza del metodo scout, basato sui grandi valori umani, sul contatto con la natura, sulla religiosità e la fede in Dio; un metodo che educa alla libertà nella responsabilità. Questa fiducia delle famiglie non va delusa! E anche quella della Chiesa: vi auguro di sentirvi sempre parte della grande Comunità cristiana".
E verso la fine li ha incoraggiati: "C'è una cosa che mi sta particolarmente a cuore per quanto riguarda le associazioni cattoliche, e vorrei parlarne anche a voi. Associazioni come la vostra sono una ricchezza della Chiesa che lo Spirito Santo suscita per evangelizzare tutti gli ambienti e settori.
Sono certo che l'AGESCI può apportare nella Chiesa un nuovo fervore evangelizzatore e una nuova capacità di dialogo con la società. Mi raccomando: capacità di dialogo! Fare ponti, fare ponti in questa società dove c'è l'abitudine di fare muri. Voi fate ponti, per favore! E col dialogo, fate ponti.
Ma questo può avvenire solo a una condizione: che i singoli gruppi non perdano il contatto con la parrocchia del luogo, dove hanno la loro sede, ma che in molti casi non frequentano, perché, pur svolgendo là il loro servizio, provengono da altre zone. Siete chiamati a trovare il modo di integrarvi nella pastorale della Chiesa particolare, stabilendo rapporti di stima e collaborazione ad ogni livello, con i vostri vescovi, con i parroci e gli altri sacerdoti, con gli educatori e i membri delle altre associazioni ecclesiali presenti in parrocchia e nello stesso territorio, e non accontentarvi di una presenza "decorativa" alla domenica o nelle grandi circostanze".
E il pensiero corre ai 500 Scout che il 6-7 giugno hanno festeggiato, assieme a tanti Scout adulti e a tanti genitori, il 70° dello Scoutismo e del Guidismo cittadellese.
Riconoscenti per la loro presenza e desiderosi di una sempre più stretta collaborazione, lavoriamo tutti perché le esperieneze formative settimanali ed estive trovino in tutti i membri delle varie Associazioni una accoglienza umile, impegnata e fiduciosa.
Con affetto auguro a tutti un periodo di serenità, di pace e di formazione

vostro don Remigio


"niente paura"


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