Nel film Inchiesta anno Domini XXXIII, si racconta di un tribuno romano mandato in Palestina dall’imperatore Tiberio Cesare a svolgere un’inchiesta riguardante un certo Gesù di Nazaret. Verso la fine del film c’è un dialogo serrato tra Pilato e il tribuno: “Pilato: Allora hai trovato le prove che cercavi riguardo alla presunta risurrezione di Gesù di Nazaret? Tazio Valerio Tauro: Non sono sicuro che Gesù avesse veramente il potere di compiere miracoli o di risuscitare dalla morte, ma ho visto la fede che i suoi insegnamenti infondono in tutti quelli che lo seguono; una fede che cambia il cuore delle persone. Qui, proprio sotto il tuo naso, Pilato, hai minato qualcosa che poteva cambiare l’impero. E tu questo l’avevi capito perfettamente: ti sei accorto subito che Gesù era un uomo unico, ma l’hai fatto ammazzare! Perché? Per una sola ragione: per il tuo quieto vivere, per evitare problemi. Ma ti giuro che ne avrai molti di problemi. Questa è la mia ultima lettera all’imperatore. Sarà messo al corrente di tutto: della tua incapacità di governare, ma soprattutto di una colpa ancora più grave, di aver tentato di soffocare la nascita di una nuova speranza in un mondo ormai vecchio”. Siamo verso la fine del tempo Pasquale, che culminerà con la festa di Pentecoste il 15 maggio. In questo mese, sia nella preghiera personale che in quella comunitaria, specialmente presso i capitelli, ma anche nelle singole famiglie (magari con una sola decina del Rosario, contemplando di volta in volta uno dei tanti “misteri” e leggendone il brano corrispondente), chiederemo al Signore, per intercessione di Maria, quella fede che cambia il nostro cuore; quella fede che ci fa diventare un cuor solo e un’anima sola, che ci impedisce di creare divisioni e ci fa diventare strumenti e segni di comunione fraterna. Maria nel Cenacolo era il punto di riferimento della prima comunità apostolica che attendeva la discesa dello Spirito Santo promesso da Gesù. Erano tutti assidui e concordi nella preghiera, ci dice Luca all’inizio degli Atti. Ecco due atteggiamenti fondamentali perché la nostra preghiera venga esaudita: la perseveranza e la concordia. Solo così nasceranno dalla nostra mente e partiranno dal nostro cuore iniziative, scelte, atteggiamenti che favoriranno il rifiorire di una nuova speranza, quella in Gesù risorto, che solo può dare pienezza di significato al nostro mondo ormai vecchio, stanco, confuso, malato.

Con affetto vostro don Remigio


"niente paura"


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