Abbiamo davanti poco più di tre mesi prima della conclusione del giubileo della misericordia.
Vorremmo trascorrerli vivendo il più intensamente possibile le 14 opere di misericordia corporale e spirituale.
Le riporto con qualche sottolineatura, citando prima alcune frasi di Papa Francesco: “È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina.
La predicazione di Gesù ci presenta queste opere di misericordia perché possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli. Riscopriamo le opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti” (Papa Francesco, Bolla di indizione del Giubileo della misericordia).
Opere di misericordia corporale
1. Dar da mangiare agli affamati. Sono centinaia di milioni le persone che soffrono la fame e milioni quelle che muoiono a causa della mancanza di cibo, specialmente in quell’Africa che i popoli ricchi hanno sfruttato e distrutto per elevare il proprio tenore di vita. Sono decine quelle che vengono ogni settimana alla Caritas per ricevere aiuti alimentari e di altro genere (bollette, ricette...). E sono tante le persone che portano alimenti o denaro. Ma se ce ne fosse qualcuna in più...potremmo aiutare con maggiore generosità. Grazie! 2. Dar da bere agli assetati. È strettamente collegata con la prima. Da noi non manca l’acqua, per il momento. Ne sprechiamo tanta. Pensiamo ai Paesi in cui non piove, anche a causa dell’innalzamento del clima provocato ancora una volta dalle emissioni di sostanze che inquinano l’atmosfera e destabilizzano l’avvicendarsi delle stagioni.
Potremmo aiutare i tanti missionari che ancora abbiamo con dei progetti ben definiti che favoriscano la costruzioni di pozzi, o comunque l’arrivo dell’acqua nelle città e nei villaggi.
3. Vestire gli ignudi. Non so se ci siano persone che muoiono di freddo. So che ce ne sono che non hanno denaro sufficiente per vestire dignitosamente. E so che troppe persone spendono tanto per avere scarpe, abiti...firmati. Un po’ di risparmio renderebbe il mondo più equo, meno “iniquo”.
4. Accogliere i forestieri (stranieri). L’Antico Testamento è pieno di inviti, in questo senso, rivolti al popolo ebreo, ricordandogli che anch’esso è stato forestiero-straniero in terra d’Egitto. Mi domando come si fa ad andare in chiesa, a vantarsi di essere cristiani, a regalare crocifissi o costruire presepi se non si è consapevoli che Gesù è nato e morto per tutti, non solo per gli italiani o per i veneti o per....!!! Coerenza ci vuole, e non fare dei più cari simboli cristiani un modo per aumentare o ottenere il potere.
5. Assistere gli ammalati. Nei loro confronti c’è attenzione e cura. Non sono poche le persone che seguono parenti e/o amici con dedizione e amore. Una domanda: nella Sanità si stanno gestendo bene le risorse, quando l’attesa per sottoporsi ad una visita in convenzione dura mesi, mentre a pagamento viene svolta immediatamente? 6. Visitare i carcerati. Personalmente l’ho fatto, quando ero informato. Oggi come oggi non è un’azione facile. Almeno preghiamo per essi e lavoriamo perché gli “ospiti” abbiano ambienti che siano fisicamente salubri e tante persone che aiutino la “riabilitazione” 7. Seppellire i morti. C’è molto sensibilità in questo settore. Va dato atto che alle Messe di un funerale non ci sono ritardi (come avviene ogni domenica ad ogni messa).
Invito gli amici che accompagnano al cimitero a non chiacchierare lungo il tragitto che porta alla tumulazione. Quasi sempre, una volta arrivati sul posto, occorre aspettare che si faccia silenzio (specialmente da parte di quelli che sono più lontani). Un po’ di rispetto!?!?!?
Opere di misericordia spirituale
1. Consigliare i dubbiosi. Ma per consigliare occorre essere preparati. Che consigli può dare una persona che vive superficialmente, alla giornata, senza punti di riferimento profondi e alti?
2. Insegnare agli ignoranti. È chiaro che, da noi, questa opera non riguarda la scuola.
In questo contesto viene evidenziata una non conoscenza a livello religioso-spirituale.
Per questo gran parte delle energie delle nostre comunità sono spese per aiutare bambini, ragazzi, genitori, adolescenti, giovani, adulti, anziani a maturare la loro fede.
Quest’anno l’”Iniziazione cristiana” coinvolgerà tutte e cinque le classi elementari e il prossimo anno ai ragazzi di quinta verranno amministrati nella stessa liturgia i sacramenti della Cresima e della Comunione
3. Ammonire i peccatori. È una delle opere più difficili. Quasi sempre chi viene ammonito si arrabbia (sia che si parli, sia che si scriva, sia che ...). È necessario chiedere al Signore un cuore umile e mite che sappia accogliere e offrire ammonizioni
4. Consolare gli afflitti. Occorre saper trovare le parole e i momenti giusti quando ci si avvicina a chi è nel dolore, nel lutto, nella sofferenza. A volte le parole sono scontate, se non fuori luogo; e invece che consolare fanno arrabbiare o aumentano l’afflizione. Ci vogliono sapienza e delicatezza.
5. Perdonare le offese. Ahiiii! Anche questa è proprio una delle opere decisamente più difficili. Quanti litigi senza fine! Quante lotte per un’eredità, anche di poco conto! Quanti avvocati per difendere o accusare! Quanta difficoltà a perdonare e “dimenticare” (come fa Dio nei nostri confronti). E chi non perdona rimane con un cuore di pietra, con l’inferno dentro l’anima, senza dire delle sofferenze che provoca agli altri.
6. Sopportare pazientemente le persone moleste. Ce ne sono, anche se qualcuna ritiene di non esserlo. Ehhh! Bisogna sopportare, chiedendo al Signore tutta la pazienza necessaria.
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti. Opera relativamente facile. Ma occorre pregare con devozione, intensità, fiducia, umiltà, insistenza ... Tutto questo è Vangelo. Vogliamo cercare di viverlo? Che il Dio della misericordia ci aiuti.
Con affetto vostro don Remigio

"niente paura"


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