Messo alle spalle il carnevale, marzo ci immette immediatamente nella Quaresima con il mercoledì delle Ceneri. Siamo tutti invitati a ricevere sulla nostra testa questo austero simbolo di conversione e di penitenza; ad accogliere gli inviti che Gesù ci rivolge nel vangelo: preghiera, digiuno, elemosina (ai nostri giorni solidarietà, condivisione [che manca in tante persone che potrebbero!!!]).
Sono i tre pilastri che caratterizzano il cammino quaresimale. Sono tre impegni che vogliamo vivere ogni giorno nella concretezza delle scelte, piccole o grandi, che facciamo.

Sono tre “opere buone” che mostrano, prima di tutto a noi stessi e poi anche agli altri, che siamo davvero sale della terra e luce del mondo; che il Vangelo non è qualcosa che sta fuori dalla nostra vita, ma la abita e la spinge verso mete sempre più alte e fraterne.
L’invito di Gesù (mentre viene imposta la cenere): Convertitevi e credete al Vangelo diventi la frase che ci ripetiamo ogni giorno per rendere le parole, i gesti e gli esempi di Gesù fonte e perno della nostra conversione.
La conversione dovrà riguardare innanzitutto il nostro modo di pensare: quali valori abitano la nostra mente? Con chi ci confrontiamo per capire quali sono le strade più giuste da percorrere? Il Vangelo è davvero nelle nostre mani ogni giorno e cambia un po’ alla volta la nostra mentalità? Riguarda poi il nostro modo di parlare: com’è il nostro linguaggio? Offendiamo Dio con bestemmie (che brutto vizio e come caratterizza le nostre terre, e quanto male fa a chi le dice e a chi le sente!)? sparliamo del nostro prossimo, con quelle che Papa Francesco chiama “chiacchiere-calunnie” e che definisce come bombe scagliate contro il nostro prossimo? Riusciamo a fare delle “conversazioni edificanti” nelle nostre relazioni, o gli argomenti trattati riguardano sempre, o quasi, gli altri, le cose …? Riguarda poi il nostro modo di amare: ai ragazzi delle elementari e delle medie è stato consegnato il precetto dell’amore, il comando-invito di Gesù ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la forza e con tutta la mente e ad amare il prossimo come se stessi e come Gesù ci ha amato, vivendo da servo e offrendo la sua vita per la nostra salvezza. Come viviamo questo “precetto”? Riusciamo a vivere la “Fraternità” con tutti, e non solamente con chi è d’accordo con noi, ci è simpatico….? (A proposito, venerdì 10 maggio alle 20.45 in Patronato, Sala Emmaus, verrà a parlarci sulla “FRATERNITÀ NELLA BIBBIA” la biblista [brillante e preparatissima] Antonella ANGHINONI).
Tutti sono invitati: in particolare catechisti, animatori, giovani. Ma tutti, tutti! Riguarda, infine, il nostro modo di agire: pensieri, parole e amore devono manifestarsi in azioni concrete che toccano i vari aspetti della carità: solidarietà, accoglienza, volontariato, lavoro svolto con competenza e onestà, tutte le 14 opere di misericordia corporale e spirituale e altro ancora.
Qualche anziano potrebbe dire: “ma io non riesco più a muovermi da casa. Quali azioni posso fare? Carissimo anziano o malato, le tue azioni saranno la preghiera e l’offerta al Signore della tua sofferenza. Saranno gradite al Signore e diventeranno “pioggia” di grazia per tutta l’umanità.
Buona Quaresima! Che sia vissuta con intensità.


Con affetto, vostro don Remigio

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